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Milano

Parla la compagna del killer che si è suicidato in carcere

Parla la compagna del Killer di Chiara che si è suicidato in carcere: ora che è morto, se ne sono andate anche le ultime speranze di trovare una spiegazione a ciò che ha fatto. E Carla non ha tempo per piangere, deve pensare a crescere da sola la loro figlia.

Cronaca
Pubblicato il 28 settembre 2021, alle ore 15:28

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Parla la compagna del killer che si è suicidato in carcere

Sulla sua pagina Facebook, lunedì mattina Carla Abrantes Coelho ha pubblicato la foto di un cuore spezzato e una frase di Rosa Ramirez che spiega che le lacrime valgono più di un sorriso perché “sono gocce di un cuore che vuole bene, gocce di sentimenti veri e sono versate solo per le persone a cui vogliamo bene e che non vogliamo perdere”. Perché in questa storia di violenza, neppure il rancore per un amore tradito basta a cancellare il dolore che ha travolto fin troppe persone innocenti. Comprese questa donna e la sua bambina. Lunedì per Carla è stata è stata una giornata orribile. L’ennesima. Ha 40 anni, è originaria di Lisbona e lavora in un negozio di vestiti a Bardolino, sul lago di Garda. Ed è la compagna di Emanuele Impellizzeri, l’assassino di Chiara Ugolini che lunedì si è tolto la vita in carcere a Verona.

Per tre settimane ha dovuto combattere con l’idea che l’uomo che amava, il padre della loro bambina di sette anni, in realtà fosse una belva capace di ammazzare una ragazza di 27 anni, arrivando a infilarle in bocca uno straccio imbevuto di candeggina. Non voleva più saperne di lui: la loro relazione era finita un attimo dopo aver scoperto l’omicidio. In fondo è stata proprio Carla a denunciarlo, quel pomeriggio del 5 settembre: se l’era trovato davanti, nel loro appartamento, con il volto graffiato e gli abiti intrisi di sangue. “Ho ammazzato la vicina di casa”, le aveva confessato prima di convincerla ad accompagnarlo in un centro commerciale per prelevare i 200 euro che gli servivano per la fuga in motocicletta. Impellizzeri aveva capito che la compagna non lo avrebbe coperto.

E infatti, vedendolo scappare, lei aveva subito telefonato ai carabinieri: “Correte, c’è stato un omicidio”. Da lì, era partita la caccia al killer, conclusa poche ore dopo in Toscana. Le parole della compagnaMa ora che il 38enne è morto, con lui se ne sono andate anche le ultime speranze di trovare una spiegazione – per quanto irrazionale — a ciò che ha fatto. E Carla non ha tempo per piangere: deve pensare a crescere da sola la loro figlia. Il suo addio al compagno l’ha affidato a un messaggino rimasto visibile su una chat per alcune ore: “Non eri più la stessa persona, soltanto Dio ti potrà giudicare”. La donna si è limitata a spiegare il proprio stato d’animo: “La situazione per me è delicata. Non avevo ancora trovato il modo per uscire dal buco nero in cui ero piombata dopo che lui ha ucciso quella povera ragazza, ed ecco che ora mi sembra di sprofondare in un buco ancora più profondo”. Non riesce a dire altro.

La scelta di farla finita, ha lasciato sconvolti tutti coloro che credevano di conoscere l’assassino di Chiara. “È come aver avuto a che fare con una persona completamente diversa da quella che si è rivelata” ammette Fabrizio Residori, uno dei titolari della carrozzeria di Bardolino nella quale lavorava Impellizzeri. “Sapevamo che in passato aveva avuto problemi con la giustizia (era stato condannato per rapina) ma qui si era sempre comportato bene, era tranquillo. Non sembrava un tipo pericoloso, in grado di farsi del male né tanto meno di farlo a una ragazza indifesa”.

Intanto, tra gli amici di Chiara Ugolini la notizia del suicidio del killer ha suscitato reazioni diverse. C’è chi avrebbe preferito che scontasse la sua pena fino in fondo, magari dopo una condanna all’ergastolo, e chi invece canta vittoria. Sulla pagina Instagram della ragazza e su quella di Daniel Bongiovanni, il fidanzato della ventisettenne, lunedì sono comparse decine di messaggi: Poteva suicidarsi prima, “Un minimo di giustizia oggi c’è stata”, “Fortunatamente l’infame che ti ha tolto la vita ha avuto la brillante idea di levarsi di torno”. Il tribunale di internet non si ferma mai, neppure di fronte alla morte.

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Cosa ne pensa l’autore
Giuseppe Costantino

Giuseppe Costantino - Purtroppo la compagna del killer che si è suicidato vive una tragedia nella tragedia. La tragedia dell'omicidio che lei stessa con coraggio ha denunciato alle autorità, e la tragedia di affrontare la vita da sola; infatti, crescere una figlia da sola senza l'appoggio del padre non sarà facile. Mi auguro solo che le istituzioni le stiano accanto e le diano il supporto necessario.

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