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Roma

Papa: Moab, "madre" di tutte le bombe, ma non dona la "vita"

Il Papa, incontrando i ragazzi e giovani "Scuole della pace", ha risposto alle loro domande, alcune sul tema della guerra. Il Papa: "Mi sono vergognato del nome di una bomba, 'la madre di tutte le bombe', ma guarda, la mamma dà la vita e questa dà la morte".

Cronaca
Pubblicato il 7 maggio 2017, alle ore 00:02

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Papa: Moab, "madre" di tutte le bombe, ma non dona la "vita"
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Ragazzi e giovani studenti sono giunti a Roma per un incontro promosso dal Coordinamento Nazionale Enti Locali per la pace e i diritti umani, dopo due anni di lavoro attorno al tema “La mia scuola per la pace. A scuola si insegna e si impara la pace”. Tra le iniziative, l’incontro con Papa Bergoglio nell’Aula Paolo VI.

Papa Francesco, rispondendo alle domande dei ragazzi “Scuole della pace”, ha manifestato tutto il suo sconcerto per il nome dato a una bomba: tutto fa pensare che si riferisse a quella lanciata dagli Stati Uniti Stati Uniti nell’est dell’Afghanistan circa venti giorni fa, il 13 aprile, per colpire alcune posizioni Isis della zona, chiamata Moab, la madre di tutte le bombe: “Mi sono vergognato del nome di una bomba, l’hanno chiamata ‘la madre di tutte le bombe’, ma guarda, la mamma dà la vita e questa dà la morte, e diciamo ‘mamma’ a quell’apparecchio, che cosa sta succedendo?“.

Dietro le guerre – ha affermato il Papa – ci sono gli interessi economici: “Ci sono gli affaristi che vendono armi” a chi si trova in guerra. Questi guadagnano sulla morte di altre persone.

Il mondo sembra andare alla rovescia, e Papa Francesco ha cercato di far considerare ai ragazzi che non esistono solo le guerre, portandoli oltre, in uno sguardo di speranza: “Ci sono tante cose buone, nascoste, gente che spende la sua vita a servizio degli altri”.

Il Papa ha poi affermato che il male va denunciato e non taciuto. Poi, per rassicurarsi d’aver risposto in maniera esaustiva, ha chiesto se poteva bastare. Presente all’udienza anche il ministro della IstruzioneValeria Fedeli che, abbracciandola al termine dell’incontro, il Papa ha salutato insieme anche al sottosegretario all’Istruzione, Vito Di Filippo.

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Cosa ne pensa l’autore

Marilena Carraro - Forse, quella bomba avrebbero dovuto chiamarla "matrigna": è vero. Ma nemmeno questo termine sarebbe andato bene, perché non tutte le matrigne sono cattive. La superficialità giustifica molte cose. Bella l'iniziativa di educare, ragazzi e giovani, alla pace, addirittura con un "corso” di due anni. Mi auguro che questo li aiuti a vivere in una profondità tale di rapporti, da escludere ogni forma di guerra e di violenza, così da amare e far amare la pace.

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