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Roma

Papa Francesco: se la speranza non dice più nulla resta la desolazione

Questa mattina Papa Francesco, durante l'omelia della Messa celebrata a Santa Marta, ha commentato la frase: “Il popolo non sopportò il viaggio” della Prima Lettura (Nm 21,4-9), attualizzandola.

Cronaca
Pubblicato il 9 aprile 2019, alle ore 16:06

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Papa Francesco: se la speranza non dice più nulla resta la desolazione

Un brano del Libro dei Numeri, letto oggi 9 aprile 2019, in tutte le chiese, è l’occasione per Papa Francesco per parlare della tendenza di alcuni cristiani che si lasciano andare al fallimento, con lamentele e toni d’insoddisfazione su ciò che accade, “campo perfetto per la semina del diavolo”.

Papa Bergoglio, durante l’omelia della Messa a Casa Santa Marta, ha parlato di stanchezza in alcuni cristiani, di perdita dell’entusiasmo e della speranza così com’è successo al popolo eletto durante la fuga dalla schiavitù in Egitto. Il lungo viaggio, le prove e la stanchezza fisica avevano sbiadito il sogno, fatto perdere la speranza fino a mormorare contro Mosè. 

L’omelia

Causa di un atteggiamento di desolazione è la stanchezza selettiva, ha detto Papa Francesco, perchè questa ci fa sempre “vedere il brutto del momento che stiamo vivendo e dimenticare le cose buone che abbiamo ricevuto”. Quando ci troviamo in questa situazione non siamo più capaci di sopportare il viaggio cerchiamo rifugio altrove: negli idoli, nella mormorazione ed altro. Dallo spirito di stanchezza, allo spirito di insoddisfazione il passo è breve e ci pare non funzioni più nulla. 

Ci sono cristiani, ha detto il Papa, che con facilità si lasciano andare al fallimento, “campo perfetto per la semina del diavolo”. Con facilità questi cristiani, pur sperimentando cose belle come le consolazioni, la speranza e le carezze del Signore, hanno paura, ha commentato Papa Bergoglio, portando avanti “una vita da prefiche mancate”.

Molti cristiani vivono lamentandosi, criticando e mormorando, sempre insoddisfatti. Come il popolo eletto “non sopportò il viaggio” così anche i cristiani a volte non sopportano il viaggio preferendo la sicurezza del fallimento e con esso la desolazione. E la desolazione, ha sottolineato Francesco, è tipica del serpente, lo stesso serpente che nel Paradiso terrestre aveva sedotto Eva. Chi preferisce il fallimento, chi non sopporta la speranza, chi non riesce nemmeno a sopportare che Gesù sia risorto trascorre la vita nella continua lamentela.

Ritornando sulla frase “Il popolo non sopportò il viaggio” Papa Francesco ha messo in guardia i cristiani che non ce la fanno più a camminare con cuore lieto, perché attaccati al sentimento di insoddisfazione, di stanchezza, di fallimento e ha concluso la riflessione con la speranza che “Il Signore ci liberi da questa malattia”.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - La strada a volte si fa dura, per tutti, anche per i cristiani. Quando la fede viene messa alla prova dalla malattia, dalla morte e dalla solitudine è facile cedere alla sfiducia, ma ricordiamo che il Signore, morto in croce, è passato per il tunnel della solitudine e della morte riaccendendo la speranza nel cuore dei fedeli.

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