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Roma

Papa Francesco: proteggere i minori è responsabilità di tutti

Rivolto ai partecipanti al Convegno "Promoting Digital Child Dignity" tenuto in Vaticano il 14-15 novembre, Papa Francesco esorta tutta la società a proteggere i minori.

Cronaca
Pubblicato il 16 novembre 2019, alle ore 13:25

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Papa Francesco: proteggere i minori è responsabilità di tutti

Circa un’ottantina di persone si sono riunite in Vaticano nei giorni scorsi per partecipare al Convegno “Promoting Digital Child Dignity“, un meeting sulla dignità dei minori nel mondo digitale, per cercare insieme il modo per proteggerli. A scienziati, istituzioni, educatori, comunicatori, leader religiosi, famiglie e alle aziende del settore presenti al Convegno, Papa Francesco, preoccupato dalle insidie che può portare con sè il “vertiginoso sviluppo delle tecnologie”, ha rivolto un lungo discorso.

Papa Francesco si è soffermato sul rapido aumento della “diffusione delle immagini di abuso o di sfruttamento dei minori”, e con forza ha ribadito la sua preoccupazione per le violenze che i minori, di età sempre più giovane, subiscono e sulle “pesanti conseguenze” che sono costretti a portare.

Il Papa ha lanciato ai convenuti la sfida di creare un “movimento globaleche allei istituzioni e forze educative a tutela della dignità dei minori. “Vogliamo bandire dalla faccia della terra la violenza e ogni tipo di abuso nei confronti dei minori” ha esortato il Papa facendo leva sul senso di maternità e di paternità: “Guardiamoli negli occhi: sono le vostre figlie e i vostri figli, dobbiamo amarli come capolavori e figli di Dio. Hanno diritto a una vita buona”. E ancora “Abbiamo il dovere di fare tutto il possibile perché la abbiano“.

In tema di tutela della libertà di espressione e tutela della privacy, Papa Francesco ha chiesto che si riesca a trovare “un bilancio adeguato fra l’esercizio legittimo della libertà di espressione e l’interesse sociale ad assicurare che i mezzi digitali non siano utilizzati per commettere attività criminose a danno dei minori”. Se le società che forniscono piattaforme tecnologiche fino ad oggi sono state considerate solo ‘fornitrici’ e non responsabili di ciò che accade nell’utilizzo delle piattaforme, il Papa suggerisce alle autorità e alle società di settore di mettere in atto misure di controllo efficaci a contrastare abusi sui minori, il traffico di essere umani, il terrorismo, la diffusione dell’odio.

Il Papa ha ricordato l’iniziativa australiana “Safety by Design”, che promuove uno sviluppo di prodotti e servizi online proattivo e coerente perché la sicurezza è responsabilità di tutti e non solo sui fruitori dei servizi. Poi Francesco ha lodato l’impegno dei legislatori che in alcuni Paesi impongono alle imprese il controllo dell’età di chi naviga con i dispositivi mobili. 

Un appello particolare il Papa lo ha rivolto agli ingegneri informatici perché ricerchino un algoritmo capace di eliminare dalla rete le immagini nocive e illegali così che diventino promotori “di un nuovo campo dell’etica per il nostro tempo: la ‘algor-etica’”.

Papa Francesco ricordando che la Chiesa Cattolica, “in seguito alle esperienze drammatiche vissute nel suo corpo”, negli ultimi decenni, ha consapevolezza di quanto siano gravi gli abusi sessuali su minori e quali sofferenze questi provochino e ha sottolineato l’urgenza di sanare queste ferite e di contrastare con la massima decisione questi crimini con una “una prevenzione efficace”. 

Con l’utilizzo ‘vertiginoso‘ del mondo digitale, anche la pornografia si fa strada, facilmente “accessibile anche ai minori via internet e, soprattutto, tramite i dispositivi mobili” con gravi conseguenze sulla psiche come anche sui comportamenti, come rivelano molti studi scientifici. È necessario “proteggere la dignità dei minori” ha insistito il Papa rivolgendosi ai presenti. Consapevole che anche nel mondo digitale si nasconde il profitto, ha ricordato che i minori vengono prima di ogni interesse economico.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che il discordo del Papa si faccia interessante per tutti gli educatori: le famiglie, le scuole, gli animatori dei vari ambiti frequentati dai giovanissimi, le società che producono servizi web. I ragazzi, nativi digitali, sono più veloci, più 'smanettoni' degli adulti che dovrebbero seguirli nell'approccio al mondo digitale. Questa verità non deve scoraggiare gli adulti nel loro compito di traghettatori digitali, capaci di trasmettere valori umani che li tengano ancorati a 'terra'.

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