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Roma

Papa Francesco prega per le famiglie e parla del dono dello Spirito Santo che apre alla libertà

Nell'omelia a Casa Santa Marta, Papa Francesco parla di libertà e di grazia, doni Dio che non hanno nulla a che vedere con la rigidità delle norme. L'intenzione all'inizio della Messa è per le famiglie.

Cronaca
Pubblicato il 15 maggio 2020, alle ore 19:36

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Papa Francesco prega per le famiglie e parla del dono dello Spirito Santo che apre alla libertà

Con la riapertura delle chiese per le celebrazioni eucaristiche, fissata per il 18 maggio 2020, la messa quotidiana a Casa Santa Marta, presieduta da Papa Francesco, non verrà più trasmessa dai media Vaticani. La vicinanza di Francesco ai fedeli si farà, durante la messa, spirituale.

L’intenzione di preghiera della santa messa di oggi, 15 maggio, Giornata Mondiale della Famiglia, come ha ricordato il Papa, è dedicata alle famiglie, perché in esse cresca l’amore, ci sia rispetto e libertà.

Oggi Papa Francesco ha scelto di commentare il brano della prima lettura, tratto dagli Atti degli Apostoli. Il testo si conclude con un “si rallegrarono per l’incoraggiamento che infondeva“. È un tempo di pace per i primi cristiani: “La Chiesa cresceva, in pace, e lo Spirito del Signore si diffondeva“, ha ricordato il Papa, ma non è sempre stato così. Francesco ricorda le persecuzioni subite dalla Chiesa primitiva, cita Stefano e Paolo che da persecutore è diventato perseguitato per il Vangelo di Cristo.

La prima lettura di oggi descrive appunto un tempo di turbamento. Alcuni cristiani, giunti dal paganesimo, turbano l’animo dei primi fedeli perché avevano ricevuto il battesimo e il dono dello Spirito senza una tappa intermedia molto importante per i “giudaizzanti”, i quali ritenevano che un pagano potesse diventare cristiano solo se prima si era fatto ebreo. “Questa è la linea dell’elezione del popolo di Dio“, senza lasciar spazio alla libertà di Dio e alla grazia della Redenzione di Cristo, ha commentato il Papa.

Cristiani si diventa per gradi, era il tema di grandi discussioni portate avanti con argomenti pastorali, teologici e morali. Tali discussioni, metodiche e rigide, non tenevano conto della “libertà dello Spirito Santo“, della “gratuità della risurrezione di Cristo e della grazia“. Ricordando le parole di Gesù riportate nel Vangelo secondo Matteo al capitolo 23, il Papa ha ripetuto: “Guai a voi che percorrete cielo e mare per fare un proselito e quando l’avete trovato lo fate peggio di prima“.

L’ideologia non è dogmatica, la religione non può essere trasformata in prescrizioni che tolgono la libertà dello Spirito, perché questa strada non conosce la gioia del Vangelo. La rigidità non è caratteristica dello Spirito Santo. Ripetersi, essere tutti uguali, essere rigidi non dona la libertà dello Spirito e la gratuità della Redenzione. Gli Apostoli, nel testo letto, passano dal turbamento della rigidità alla gioia della libertà. Il Signore ci liberi dal turbamento di una fede vissuta come una serie di prescrizioni insensate e ci apra alla libertà dello Spirito Santo e alla grazia della Redenzione.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Le regole, secondo me, sono utili e necessarie, somigliano a quei paletti che sostengono la crescita di una pianta. Ma se questi aiuti si fanno rigidi togliendo il respiro e la libertà di movimento, la pianta muore. Osservare delle rigide regole porta alla morte interiore. Dio non ha bisogno di persone osservanti, ma amanti. E l'amore, se è vero amore, respira.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

15 maggio 2020 - 19:37:39

Condivido il commento, e la considerazione del Papa quando dice che "la religione non può essere trasformata in prescrizioni che tolgono la libertà dello Spirito". Peccato di tale approccio non possa più beneficiare Silvia Romano.

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Antonio Sorice
Antonio Sorice

17 maggio 2020 - 00:18:43

Anch'io condivido il Tuo commento, specie quando dici "Dio non ha bisogno di persone osservanti, ma amanti".

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