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Roma

Papa Francesco: pace, gioia, missione apostolica, doni del Risorto

Nella seconda domenica di Pasqua, domenica della misericordia, Papa Francesco parla dei doni del Risorto, primo tra tutti la pace scaturita dalle sue piaghe.

Cronaca
Pubblicato il 29 aprile 2019, alle ore 10:04

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Papa Francesco: pace, gioia, missione apostolica, doni del Risorto

Si chiude con questa domenica, 28 aprile, l’ottava di Pasqua, una celebrazione di gioia e di festa durata per otto giorni consecutivi. Come ogni domenica, Papa Francesco, si è affacciato alla finestra per l’Angelus riprendendo il Vangelo del giorno. 

La sera di Pasqua, ha ricordato Papa Francesco, Gesù appare ai suoi discepoli riuniti nel Cenacolo, offrendo “tre doni: la pace, la gioia, la missione apostolica“.

I 3 doni: pace, gioia e amore

Il primo dono di Gesù è definito dalle sue stesse parole: “Pace a voi“. Questo dono del Risorto è autentico, perché ottenuto con il sacrificio della sua stessa vita. Egli per mezzo della croce ha vinto la morte e il peccato e ha riconciliato Dio con l’umanità. I discepoli, caduti nello smarrimento per quanto successo a Gesù, avevano bisogno di questa pace, di ritrovare il Maestro vivo, pur con i segni delle piaghe, “frutto della sua vittoria”. A questo appuntamento però manca l’apostolo Tommaso che al racconto dei compagni non crede, vuole “verificare di persona“. Così otto giorni dopo Gesù torna e aiuta Tommaso a vincere l’incredulità “invitandolo a toccare le sue piaghe“.

Le piaghe di Gesù sono “la fonte della pace” perché dicono l’amore immenso di Gesù per noi. Le parole rivolte a Tommaso da Gesù risuonano a noi oggi come un invito: “Se tu non sei in pace, tocca le mie piaghe”. Dalle piaghe di Gesù scaturisce la misericordia, ed è questo il motivo per cui la seconda domenica di Pasqua è la domenica della misericordia. 

Il secondo dono del Risorto, ha detto Papa Bergoglio, è la gioia. L’evangelista Giovanni scrive che “i discepoli gioirono al vedere il Signore“. Anche noi quando facciamo esperienza di una grande gioia usiamo l’espressione: “Non ci posso credere, questo non è vero!”. Così è successo ai discepoli, la gioia era talmente grande da non credere a quanto stava accadendo. La gioia che dona Gesù è grande, di qui l’invito del Papa a guardare a Gesù Crocifisso e Risorto, a guardare alle sue piaghe e a cogliere la sua gioia ogni volta che si diventa tristi o si perde la pace. 

Il terzo dono di Gesù è la missione: “Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi”. Con la sua risurrezione Gesù ha dato inizio a qualcosa di nuovo, un dinamismo di amore che grazie alla presenza dello Spirito Santo è capace di trasformare il mondo.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Credo che "toccare" le piaghe abbia il significato di avvicinarsi al mistero d'amore di Dio che dopo essersi fatto uomo non si è tirato indietro nel momento della sofferenza, passaggio obbligatorio per sconfiggere la morte dell'anima e del corpo, per ridare all'umanità la sua dignità, lo splendore della figliolanza divina.

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