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Roma

Papa Francesco: non dialogare mai con il diavolo, ma ancorarsi alla Parola di Dio

Papa Bergoglio all'Angelus, nella prima domenica di Quaresima, ricorda che vita interiore, fede in Dio e certezza del suo amore aiutano a vincere le tentazioni

Cronaca
Pubblicato il 12 marzo 2019, alle ore 13:10

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Papa Francesco: non dialogare mai con il diavolo, ma ancorarsi alla Parola di Dio

Nella vita ci sono percorsi ingannevoli, proposti dal mondo per raggiungere grandi successi, e sono: “l’avidità di possesso, la gloria umana, la strumentalizzazione di Dio”, lo ha detto Papa Francesco rileggendo il Vangelo di oggi, prima domenica di Quaresima, a quanti sono giunti in Piazza San Pietro, a Roma, per l’Angelus.

Il Vangelo racconta l’esperienza di Gesù, tentato per tre volte nel deserto. Dall’esperienza di Gesù, Papa Francesco, indica i percorsi possibili ad ogni cristiano per vincere le tentazioni: la vita interiore, la fede in Dio e la certezza che Dio ci ama.

Le tentazioni di Gesù

Nella prima tentazione Gesù è invitato dal diavolo “a trasformare una pietra in pane”. La logica del diavolo, definita ‘insidiosa‘ da Papa Francesco comincia sempre da ciò che è naturale e legittimo come i bisogni fondamentali dell’uomo: nutrirsi, vivere, realizzarsi, essere felici… per portarlo pian piano a credere che tutte queste esigenze si realizzano anche senza Dio, o addirittura andando contro il suo disegno. Gesù, tentato dalla strada dell’avidità di possesso, si abbandona con piena fiducia al Padre, invece al diavolo risponde con la Parola di Dio: “Non di solo pane vivrà l’uomo”.

Il diavolo, sconfitto nella prima prova, ritenta Gesù mostrandogli dall’alto i regni della terra di cui potrebbe “diventare un messia potente e glorioso”. Gesù, anche questa volta risponde con le parole della Bibbia: “Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai”, rifiutando la strada della gloria umana. Papa Francesco ha ricordato che chi si lascia corrompere dagli idoli perde ogni dignità personale. Denaro, successo e potere, sono idoli che portano ad una autoaffermazione esile e non durata, perchè la gioia che la sostiene è vuota.

L’invito che il diavolo fa a Gesù di buttarsi dal punto più alto del tempio di Gerusalemme, costituisce la terza tentazione. Con questo ‘salto‘ Gesù potrebbe dar spettacolo della sua potenza divina. Gesù sceglie di non percorrere nemmeno questa strada, quella della strumentalizzazione di Dio, ma resta “umile e fiducioso di fronte al Padre” ricordando quanto dice la Parola di Dio: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo“.  In fondo, sottolinea il Papa, questa è la tentazione di chi cerca di ‘tirare Dio‘ dalla propria parte. Ciò avviene quando gli si chiedono grazie allo scopo di nutrire il proprio orgoglio.

Concludendo la riflessione, il Papa ha ricordato che le strade per raggiungere facilmente il successo e la felicità sono “del tutto estranee al modo di agire di Dio; anzi, di fatto ci separano da Lui, perché sono opera di Satana”. Gesù, per poter per aderire totalmente al progetto del Padre, ha vinto le tentazioni. Anche noi possiamo riuscirvi curando la vita interiore, la fede nel Signore Dio, restando fermi nella certezza che Egli ci ama. Gesù, osserva ancora Papa Francesco, non è mai entrato in dialogo con il tentatore, ma ad ogni sfida ha risposto con la Parola di Dio. Di qui l’invito a non dialogare mai con il diavolo.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Tra le tre strade indicate dal Papa, quella della strumentalizzazione di Dio, mi fa un po' pensare, mentre le altre due sono, secondo me, più intuibili. Strumentalizzare Dio è la strada più subdola, perché è la strada di chi si sente a posto: prega, è devoto resta che 40 giorni nel deserto sono tanti, stanno ad indicare che le tentazioni sono sempre in agguato.

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