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Roma

Papa Francesco: "Meglio non abusare della misericordia di Dio"

Nella terza domenica di Quaresima, Papa Francesco ha spiegato il Vangelo che presenta la parabola del fico sterile. Alla pianta, nata per la dolcezza e la gioia, ma incapace di dare i frutti sperati, viene dato ancora un anno di tempo.

Cronaca
Pubblicato il 24 marzo 2019, alle ore 20:51

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Papa Francesco: "Meglio non abusare della misericordia di Dio"

In Piazza San Pietro, per l’Angelus, anche oggi, 24 marzo 2019, c’erano molte persone. Papa Francesco, come ogni domenica ha offerto degli spunti per interpretare il Vangelo della domenica, la terza di Quaresima, che parla della misericordia di Dio e chiede la nostra conversione.

Dopo aver fatto un sunto puntale della parabola del fico sterile raccontata da Gesù, il Papa ha dato un volto ai personaggi: “Il padrone raffigura Dio Padre e il vignaiolo è immagine di Gesù, mentre il fico è simbolo dell’umanità indifferente e arida“.

La parabola

La parabola del fico presenta Gesù che intercede presso il Padre perchè abbia misericordia dell’umanità; lo prega affinchè dia ancora del tempo all’uomo, il tempo della conversione, e finalmente sia in grado di dare i frutti sperati: l’amore e la giustizia.

Il padrone della vigna vuole estirpare il fico per la sua “esistenza sterile, incapace di donare, incapace di fare il bene” ha spiegato Papa Francesco. Quella del fico somiglia all’esistenza sterile di chi pensa solo a sé stesso senza mai guardare a chi, anche accanto a lui, vive nella sofferenza, nella povertà e nel disagio. Il vignaiolo, nonostante l’atteggiamento egoistico e in contrapposizione a questo modo di essere, ama il fico e chiede al padrone di avere pazienza, di aspettare, promettendo di dedicare tempo e lavoro perchè l’albero infelice trovi la felicità. 

Il Papa ha poi invitato a non rimandare quest’urgenza alla prossima Quaresima, perché è oggi che dobbiamo convertirci e avvicinarci di più al Signore “tagliando” le cose che nella nostra vita non vanno. Ha invitato poi ad affidarci alla misericordia di Dio, senza abusare della sua bontà. Il Signore, nel tempo di Quaresima, invita ciascuno alla conversione, a correggere qualcosa nella propria vita: il modo di pensare, di agire e di vivere le relazioni. “Dio è Padre – ha ricordato Papa Bergoglio -, e non spegne la debole fiamma, ma accompagna e cura chi è debole perché si rafforzi e porti il suo contributo di amore alla comunità”. A conclusione della riflessione ha invocato la Vergine Maria perchè aiuti il cammino di preparazione alla Pasqua.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che sia facile rimandare al giorno dopo qualcosa che, facendo cambiare il nostro modo di pensare e di essere, costa fatica. Una pianta che non dà i frutti per cui è nata, penso, sia molto infelice. Ecco che le parole del Papa e il suo invito alla conversione non hanno lo scopo di aggiungere adepti al cristianesimo, ma di indicare la strada della felicità e della gioia a tutti.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

24 marzo 2019 - 21:53:31

Anche perché, se si incavola come nel Vecchio Testamento...

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Fabrizio Ferrara
Marilena Carraro

25 marzo 2019 - 06:59:53

... difficile che questo accada, è in questione la nostra 'felicità'.

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