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Roma

Papa Francesco: le sfumature di grigio sono volute dal diavolo

Oggi, festa di Santa Caterina da Siena, Patrona d’Europa, Papa Francesco prega per l'Unione Europea e per la sua unità. L’omelia è dedicata alla rilettura dei testi proposti dalla liturgia.

Cronaca
Pubblicato il 29 aprile 2020, alle ore 09:21

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Papa Francesco: le sfumature di grigio sono volute dal diavolo

All’inizio della Messa a Casa Santa Marta, Papa Francesco ha ricordato che oggi 29 aprile è la festa di Santa Caterina da Siena, Patrona d’Europa, occasione per pregare per l’unità dell’Europa e per l’Unione Europea “perché tutti insieme possiamo andare avanti come fratelli“. Durante l’omelia, Papa Francesco ha commentato le letture del giorno soffermandosi sui contrasti suggeriti nella prima lettera di san Giovanni apostolo: luce e tenebre, verità e bugia, innocenza e peccato.

Papa Francesco ha spiegato che in ogni situazione l’apostolo Giovanni suggerisce di essere concreti, di vivere nella verità, perché chi vuole vivere in comunione con il Signore Gesù, luce, non può camminare nelle tenebre. Non esiste una mezza via, un po’ e un po’, perché la mezza via è il grigio: una situazione che fa credere di camminare nella luce, mentre tranquillamente si cammina nelle tenebreIl grigio, in poche parole, ha detto Francesco, è traditore.

L’apostolo Giovanni scrive: “Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è con noi”, perché, riconosce il Papa, tutti in qualche modo abbiamo peccato e siamo peccatori. Attenzione però, mette in guardia Francesco, dicendo “tutti siamo peccatori”, rischiamo di trasformare la frase in un qualcosa di abituale come quando si dice “buongiorno”, “buona giornata”, perdendo la vera coscienza del peccato. Ci vuole concretezza.

Ci vuole verità, questa è concreta. Le bugie invece sono eteree, non le puoi afferrare. Così quando ci si confessa, ha detto il Papa, non lo si può fare in modo vago, astratto: “Sì, io … sì, una volta ho perso la pazienza, un’altra …”, ma riconoscere invece la concretezza dell’essere peccatore: “Io ho fatto questo. Io ho pensato questo. Io ho detto questo”

L’esempio di concretezza, ha detto il Papa, lo suggerisce Gesù nel Vangelo: “Ti rendo lode, Padre e Signore del Cielo e della Terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli!. Quando i piccoli si confessano non dicono cose campate in aria, ma cose concrete perché sono semplici. I bambini non hanno ancora appreso l’arte, tutta dei grandi, di dire e non dire le cose. Come i bambini, anche noi dobbiamo essere semplici chiamando per nome i peccati: solo così possiamo attingere al perdono.

Concludendo l’omelia, Papa Francesco ha detto che la vita spirituale è semplice: siamo noi a complicarla con le sfumature di grigio e tiepidezza volute dal diavolo per noi. Di qui l’invito a chiedere al Signore la grazia della semplicità, della trasparenza e della libertà anche quando sbagliamo, la grazia di conoscere noi stessi davanti a Dio.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Credo che la semplicità, la meraviglia, il gusto del bello, la trasparenza, lo stupore siano la nostalgia dei grandi. Solo nella confidenza riescono ad emergere e a liberarsi: in altre situazioni si sta attenti per non essere trattati da infanti, da piccoli e preferiamo che il nostro sentire resti all'ombra. Davanti al Signore, nel segreto della nostra coscienza non può esserci ombra: inganneremo solo noi stessi. La verità è fonte di pace.

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