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Roma

Papa Francesco: la preghiera semplice, nata dal cuore, commuove Dio

Il Signore è vicino a ogni uomo, e con la sua compassione si fa carico dei problemi, dei peccati, delle malattie interiori, ha rassicurato Papa Francesco, ieri, durante la Messa a Casa Santa Marta.

Cronaca
Pubblicato il 17 gennaio 2020, alle ore 11:24

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Papa Francesco: la preghiera semplice, nata dal cuore, commuove Dio

L’atto di fiducia espresso in quel “Signore se tu vuoi, puoi” mette insieme la preghiera semplice, nata dal cuore, e la “vera sfida” del lebbroso rivolta a Gesù. Ne scaturisce un quadro di compassione, “del patire con e per noi”, da parte di Gesù.

È questo il suo modo di agire: “Prendere la sofferenza dell’altro su di sé” alleviarla, guarirla in forza dell’amore che il Padre ha per ciascuno. È questa la riflessione di Papa Francesco, tenuta ieri, a Casa Santa Marta durante l’omelia della Messa che proponeva l’episodio, tratto dal Vangelo secondo Marco, della guarigione del lebbroso.

La preghiera del lebbroso è semplice: a Gesù chiede la guarigione con quel “se vuoi“, attirando così “l’attenzione di Dio”. Papa Francesco legge in questa preghiera semplice “una sfida, ma anche è un atto di fiducia. Io so che Lui può e per questo mi affido a Lui”. La preghiera del lebbroso nasce dal vedere il modo di agire di Gesù, con compassione, parola che non significa “pena. Francesco lo riafferma richiamando la vedova di Nain, il Buon Samaritano, il padre del figliol prodigo.

Papa Francesco ha ricordato poi il vero significato di compassione. È qualcosa che coinvolge, perché viene dal cuore e porta a fare qualcosa: “Compassione è patire con, prendere la sofferenza dell’altro su di sé per risolverla, per guarirla“. La missione di Gesù è stata proprio questa: coinvolgersi con la vita dell’uomo fino a dare la vita. Poteva predicare la legge e poi lavarsi le mani e andarsene, ed invece resta accanto all’uomo: il suo amore, la sua compassione, lo ha portato alla croce, al dono totale di sé. 

Negli esempi di preghiera suggeriti dal Papa, da ripetere più volte al giorno, cogliamo quel se tu vuoi (“Signore se tu vuoi puoi guarirmi; se tu vuoi, puoi perdonarmi; se tu vuoi puoi aiutarmi”) o la richiesta di compassione: “Signore, sono peccatore, abbi pietà di me, abbi compassione di me“. Il lebbroso è riuscito a ottenere la guarigione che desiderava per la compassione di Gesù. Egli infatti, ama l’uomo in qualsiasi situazione si trovi, anche se nel peccato.

Gesù non prova vergogna per l’uomo, per noi, ha ricordato il Papa, anzi, quando ci sembra che il peccato ci allontani da Lui noi, in realtà Lui, venuto per i peccatori, ci è più vicino. L’invito di Francesco si fa preghiera semplice e fiduciosa, “Signore, se vuoi, puoi. Se vuoi, puoi”: stiamo certi che “la sua compassione prenderà su di sé i nostri problemi, i nostri peccati, le nostre malattie interiori, tutto”.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Sarà perché la compassione è l'agire abituale di Gesù, ma mi pare che la riflessione del Papa possa essere valida anche per il Vangelo di oggi, in cui si parla del paralitico calato dal tetto. Anche se peccatori, non facciamo pena a Gesù, perché egli ci ama così come siamo, non ama il peccato, ama noi, ciascuno di noi, riuscendo Egli a separare l'uomo dal suo peccato e a vederlo nella sua bellezza.

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