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Papa Francesco: la pace di Gesù è aperta al Cielo. Prega per gli infermieri

Nella Giornata degli Infermieri il Papa prega per loro, eroi dei nostri giorni. Nell'omelia parla della pace di Cristo, diversa da quella che dà il mondo. Ecco come distinguerla.

Cronaca
Pubblicato il 12 maggio 2020, alle ore 10:28

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Papa Francesco: la pace di Gesù è aperta al Cielo. Prega per gli infermieri

La messa a Casa Santa Marta, presieduta da Papa Francesco, è iniziata puntuale alle 7.00 anche oggi, 12 maggio 2020, come ogni giorno in questo tempo di emergenza sanitaria causata dal Covid-19, una scelta del Papa per stare vicino ai fedeli.

Oggi, Giornata degli Infermieri, il Papa ha pregato per loro ricordando che svolgono molto più di una professione: la loro è una dedizione, una vocazione. In questo tempo di pandemia si sono dimostrati degli eroi capaci di donare la vita. Agli infermieri, ricorda Papa Francesco, ha inviato un messaggio diffuso già da ieri.

Nell’omelia, Papa Francesco ha commentato il Vangelo del giorno che parla di pace: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi” (Gv 14,27). Gesù, ricorda il Papa, prima di andare al Padre, saluta i suoi discepoli e dà in dono la pace. La pace di Gesù non è quella universale che tutti desideriamo, ossia l’assenza di guerre, ma la pace del cuore, una pace diversa da quella che offre il mondo.

La pace interiore che il mondo offre è un possesso, un qualcosa che isola dagli altri, un acquisto della persona che lo chiude agli altri: “è una pace per sé stessi, ti rende tranquillo e felice ma ti addormenta e anestetizza“. Questa pace, ha commentato Francesco, è un “po’ egoista“, è una pace sterile, provvisoria, induce a cercare altro, è costosa.

La pace di Gesù muove la persona, non la isola, la fa andare agli altri creando comunicazione. A differenza della pace del mondo, “La pace di Gesù è gratuita, è un dono, è feconda, ti porta sempre avanti” ha sottolineato il Papa. L’esempio di Francesco, per aiutare a distinguere questa pace da quella del mondo, è colto dal racconto evangelico dell’uomo che, avendo i granai pieni, finalmente pensa di poter starsene tranquillo, “ma nella notte muore“. La sua è una pace provvisoria, non così quella di Gesù, aperta al Paradiso.

Il Papa, alla fine dell’omelia, ha proposto alcune domande per la riflessione: “Dove trovo io la pace?“, e ancora “La pace è dono gratuito del Signore?”. Per rispondere a queste domande basta chiedersi se si riceve pace dalle cose, dal benessere, dal possesso, se questa pace bisogna pagarla per averla. Prova del nove: “Mi arrabbio quando mi manca qualcosa, questa è una prova che non ho la pace del Signore” mentre, se invece “voglio portare la pace agli altri“, allora questa sì è la pace del SignoreLa pace del Signore non chiude, “è piena di speranza e guarda il cielo, la pace definitiva“, ha detto Francesco durante l’omelia.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Credo che parlare di pace sia un tema sempre attuale e universale, non solo per l'assenza di guerre, ma proprio come pace interiore. Concordo con Papa Francesco: non può essere che le cose diano pace, possono piacere, essere utili...e basta. Le cose finiscono, si usurano nel tempo, passano di moda, mentre la pace vera non può sottostare a questa legge "temporale". L'uomo, e il suo desiderio di pace, è più grande, è sopra, è "signore" delle cose, non può sottostare ad esse per avere la pace.

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