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Roma

Papa Francesco: la moneta di Cesare va restituita, l’immagine di Dio va riconosciuta

Pagare le tasse è un dovere degli onesti cittadini, come anche l'essere testimoni dell’amore di Dio. Lo ha detto il Papa all'Angelus commentando il Vangelo del giorno

Cronaca
Pubblicato il 18 ottobre 2020, alle ore 17:21

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Papa Francesco: la moneta di Cesare va restituita, l’immagine di Dio va riconosciuta

Una domanda insidiosa, dopo tanti complimenti da parte degli avversari di Gesù, i farisei, cerca di screditare il Maestro nell’episodio narrato da Matteo nel Vangelo di oggi, domenica 18 ottobre 2020. I farisei gli chiedono: “È lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?”.

Papa Francesco, all’Angelus, riprendendo il fatto ricorda che imprimere un’immagine in una moneta “era un’ingiuria al Dio d’Israele”: per questo motivo ogni risposta poteva mettere in difficoltà Gesù. Ma ciò non avviene. Gesù dribbla ogni possibile risposta immaginata e resta fuori da ogni polemica chiedendo: “Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?“.

La risposta dei farisei, “Di Cesare“, dà spunto a Gesù per dare una risposta senza lasciarsi coinvolgere da fastidiose polemiche: “Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio“. Nella frase di Gesù, Papa Francesco mette in evidenza due doveri: essere buoni cittadini e veri cristiani.

Il tributo, ieri a Cesare oggi allo Stato, va pagato. Pagare le tasse, osservare le leggi giuste dello Stato è un dovere di tutti i cittadini, ha detto Francesco. Il Papa ha ricordato che Gesù fa capire che è dovere anche “Dare a Dio quello che è di Dio“, ossia affermare il primato di Dio nella vita e nella storia, rispettando ciò che gli appartiene con la testimonianza della vita. 

Ogni persona ha l’immagine di Dio scolpita, non in una moneta, ma nel cuore, nell’anima ed è a Lui solo che ciascuno di noi è debitore del dono dell’esistenza. In forza di questa presenza in noi, siamo chiamati a “essere presenza viva nella società, animandola con il Vangelo e con la linfa vitale dello Spirito Santo” ha sottolineato il Papa. Con umiltà e coraggio siamo chiamati a dare il nostro contributo per una civiltà dell’amore, fondata sulla giustizia e sulla fraternità. Concludendo la riflessione il Papa ha invocato Maria perché ci tenga lontano da ogni ipocrisia.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - La spiegazione dell'immagine di Dio scolpita nel cuore di ogni persona cattura sempre il mio interesse. Penso che, riflettendo bene su questo significato, si riesce a cogliere ancor più perché parliamo di rispetto dell'altro, di dignità insita in ogni persona, di fratellanza, di carità. Ogni persona porta in sé una luce che va oltre ciò che immediatamente appare.

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