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Roma

Papa Francesco: "La legge di Dio tocca il cuore dell’uomo"

L'ultima riflessione di Papa Francesco sui dieci comandamenti si ferma sul "desiderio malvagio" che può nascere nel cuore dell'uomo. La legge di Dio non si ferma a ciò che appare, ma va dritta al cuore.

Cronaca
Pubblicato il 22 novembre 2018, alle ore 12:48

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Papa Francesco: "La legge di Dio tocca il cuore dell’uomo"

Non desidererai la moglie […], né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo“, è questo il tema dell’ultima catechesi sui Comandamenti che Papa Francesco ha svolto oggi, 21 novembre 2018, in piazza San Pietro durante l’Udienza generale. 

Rileggendo la catechesi

Il compito di ciascun comandamento, ha spiegato Papa Francesco, è quello mostrare il confine della vita per non distruggere sé stessi, gli altri e il proprio rapporto con Dio. L’ultima parola del decalogo mette in evidenza che i peccati nascono dai desideri malvagi che possono albergare nel cuore dell’uomo. Papa Bergoglio, riportando le parole di Gesù, ha sottolineato: “Dal di dentro, infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male“.

L’elenco di questi propositi malvagi che Gesù fa è piuttosto dettagliato: parla di impurità, di furti, di omicidi, di adultèri, di avidità, di malvagità, di inganno, di dissolutezza, d’invidia, di calunnia, di superbia e di stoltezza, come si può leggere nel Vangelo di Marco.

Il Decalogo, dunque, è utile all’uomo tanto quanto riesce a toccare e a liberare il suo cuore da questi propositi malvagi, ha spiegato il Papa. Diventa questa una sfida per l’uomo. Se i comandamenti non raggiungono il cuore, restano dei precetti di facciata e la vita sarà vissuta “da schiavi e non da figli“. Il Papa ha fatto inoltre notare che “la maschera farisaica della correttezza asfissiante” spesso nasconde qualcosa di irrisolto e brutto.

È benedetta allora l’umiliazione di chi lascia che i comandamenti smascherino i desideri cattivi del suo cuore, ha affermato il Santo Padre, chiarendo anche che da solo l’uomo non può farcela, e che lo Spirito Santo gli viene in aiuto aprendolo alla relazione vera e libera con Dio. Ed è proprio questo il compito della Legge biblica: “portare l’uomo alla sua verità”, fargli riconoscere la sua povertà e la ricchezza che ottiene nell’apertura filiale alla misericordia di Dio capace di cambiare e rinnovare il suo cuore. 

Essere “beati” perché “poveri in spirito” significa non illudersi pensando di poter fare tutto da soli, ma sapersi affidare alla misericordia di Dio che guarisce il cuore. Anche Pietro si è riconosciuto povero quando ha detto a Gesù: “Allontanati da me, Signore, che sono un peccatore”. Coloro che sperimentano la misericordia di Dio, saranno misericordiosi con i fratelli, lo ha garantito il Papa.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che la Legge biblica, così come l'ha spiegata il Papa, non sia un insieme di norme rigide da seguire, da rispettare così per piacere a qualcuno, e si possa paragonare a dei paletti lungo la strada che indicano dov'è la strada e dov'è il fosso: una "lezione" utile alla vita, se raggiunge il cuore!

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