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Roma

Papa Francesco incontra la Comunità di Sant’Egidio

Ieri, Papa Francesco ha incontrato la comunità di Sant'Egidio in occasione del 50° anniversario della sua fondazione. Riaffida loro le "3 P", Preghiera, Poveri e Pace.

Cronaca
Pubblicato il 12 marzo 2018, alle ore 10:39

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Papa Francesco incontra la Comunità di Sant’Egidio

In Santa Maria in Trastevere, dove quotidianamente la comunità s’incontra per la preghiera, ieri la comunità di Sant’Egidio ha celebrato con il Papa il 50mo anniversario della fondazione. Papa Francesco, dopo aver salutato le comunità, il fondatore Andrea Riccardi e il presidente e professore Marco Impagliazzo che gli aveva rivolto il saluto iniziale, ha tenuto la sua riflessione parlando dei talenti da impiegare per un futuro di pace e fraternità.

Questo anniversario poteva essere solo una celebrazione del passato, ha detto Papa Francesco, ed invece è un giorno di “gioiosa manifestazione e di responsabilità verso il futuro”. Ciò riporta alla parabola dei talenti. Tutti voi. Al di là dell’età, ha affermato il Papa, avete almeno un talento, su cui è scritto il carisma della comunità di Sant’Egidio.

Ricordando la visita alla comunità del 2014, Papa Francesco ha ripreso la sintesi del carisma fatta allora: “Preghiera-Parola, Poveri e Pace.” Talenti necessari per far crescere la compassione, vera sfida della società odierna, l’amicizia, la tenerezza che nascono dal cuore. “Preghiera-Parola, Poveri e Pace è il talento della comunità maturato in 50 anni”, ha ribadito il Papa.

Nella parabola però un servo, dopo aver nascosto il talento, si è giustificato dicendo di aver avuto paura e di non aver avuto il coraggio di investire nel futuro. La paura, ha ricordato Papa Bergoglio, è una malattia antica, basta leggere la Bibbia, dove spesso c’è l’invito a non aver paura.

Oggi, la globalizzazione che vorrebbe abbracciare il mondo intero con i suoi piani economici, provoca paura soprattutto nei confronti degli stranieri, dei poveri, quasi questi fossero dei nemici. I piani di sviluppo delle nazioni a volte si fanno “sotto la guida della lotta contro questa gente”, per conservare quello che abbiamo o siamo. Dalla paura non sono esenti i cristiani, quando non investono nel futuro per condividere, ma conservano il talento per sé: “Io appartengo a tale associazione…”. La paura assale chi è solo! La comunità di Sant’Egidio, nel messaggio e nello spirito, è figlia del Vaticano II che afferma il valore del popolo di Dio.

Quando papa Francesco, parlando delle guerre aperte accenna al all’”amato e martoriato popolo siriano”, l’assemblea irrompe con un applauso. Poi il Papa parla del lavoro della comunità che ha accolto in Europa tramite i corridoi umanitari molti profughi.

La parola di Dio è luce, aiuta a non avere paura anche di fronte alla forza del male. La Parola è stata accolta con uno spirito di festa, come la proposta di metterla al centro almeno una domenica all’anno. “La Parola di Dio – ha affermato Papa Bergoglio -, vi ha protetto in passato dalle tentazioni dell’ideologia e oggi vi libera dall’intimidazione della paura”. Nella Bibbia troverete sempre la sorgente della misericordia per andare verso “i poveri, i feriti della vita e della guerra”. Come diceva anche il Beato Paolo IV è confrontando fede e vita che il mondo diventa un libro, un libro da leggere con il cuore di Dio.

Oggi il mondo ha bisogno di una globalizzazione nuova, “della solidarietà e dello spirito. Il futuro del mondo globale è vivere insieme” costruendo ponti, in una cultura di dialogo e incontro. Ognuno di noi è chiamato a diventare “artigiano di pace e profeta di misericordia”. Come il samaritano siamo chiamati ad essere “fratelli”, in quanto cristiani questa chiamata per noi è vocazione.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Difficile tirarsi indietro e non aver voglia di impegnarsi dopo queste parole cariche di verità e di speranza! Ben meritate per la comunità di Sant'Egidio che senza paura, anzi con molta audacia affronta situazioni quotidiane di povertà, spesso passate inosservate dalla storia, e situazioni estreme come i corridoi umanitari. La globalizzazione della solidarietà è in atto... forse si dovrà attendere per vederla pienamente!

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