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Roma

Papa Francesco: "Ho a cuore un’economia che assomigli di più all’uomo"

Papa Francesco ha ricevuto in udienza i membri della Federazione Europea del Banco Alimentare, occasione per ringraziarli per la loro attività che combatte la cultura dello scarto e dà dignità all'uomo.

Cronaca
Pubblicato il 19 maggio 2019, alle ore 11:51

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Papa Francesco: "Ho a cuore un’economia che assomigli di più all’uomo"

Nella Sala del Concistoro, ieri 18 maggio 2019, Papa Francesco ha incontrato i membri della Federazione Europea del Banco Alimentare che, in occasione dei trent’anni dalla fondazione, si sono dati appuntamento a Roma.

Dopo le parole del Presidente della Federazione, che Papa Bergoglio ha molto apprezzato perché nate dal cuore, il Papa ha espresso il suo pensiero sulla loro attività e sull’economia in generale.

Le parole del Papa

Papa Francesco, prima di tutto, ha ringraziato i volontari della Federazione che procurano il cibo a chi ha fame facendo con le persone che incontrano “un percorso di riscatto“. Lo spreco alimentare, grazie ai volontari, viene combattuto recuperando ciò che altrimenti andrebbe perduto, ha ricordato Francesco. La fame, piaga terribile, mette in risalto le caratteristiche dello spreco: il disinteresse e l’indifferenza. “Lo spreco – ha affermato Papa Francesco – è l’espressione più cruda dello scarto”, che ha come conseguenza ultima lo scarto delle persone stesse. Oggi non ci si accorge, ed è scandaloso, di quanto sia prezioso il cibo.

Papa Francesco ha denunciato lo spreco che può verificarsi anche nel tentativo di fare opere di carità quando questo si deve confrontare con burocrazie ingessate, con spese di gestione eccessive o con forme di assistenzialismo che non crea vero sviluppo. Secondo il Papa, il bene va fatto bene: non deve essere improvvisato, ha bisogno “di intelligenza, progettualità e continuità“. 

La corsa al guadagno porta alla fragilità interiore, che si manifesta nel disorientamento e nella perdita di senso. Molte persone oggi non hanno lavoro, altre sono oppresse dai ritmi produttivi. Le prime sentono venir meno la dignità e la speranza, le seconde vengono minate nei tempi da dedicare alla famiglia e a sé stessi. Per questo motivo, Papa Francesco propone “un’economia che assomigli di più all’uomo, che abbia un’anima”, e non schiacci le persone come potrebbe fare una macchina incontrollabile. 

L’economia, nata per essere ‘cura della casa’, è diventata spersonalizzata” e, invece di servire l’uomo, lo rende schiavo, sottomettendolo a meccanismi finanziari distanti dalla vita reale. “Di fronte a un contesto economico malato il Papa ha suggerito di mettersi insieme nel rilanciare e alimentare il bene, con percorsi sani e solidali, certi che questa realtà possa cambiare in meglio. Il cammino di chi vuol favorire “modelli di crescita basati sull’equità sociale, sulla dignità delle persone, sulle famiglie, sull’avvenire dei giovani, sul rispetto dell’ambiente“, ha sottolineato il Papa, va sostenuto perché l’attualizzazione di un’economia circolare non si può rimandare ancora.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Credo che le parole di Papa Francesco nascano dal cuore. Il Signore, che lui rappresenta, è venuto per la felicità dell'uomo. Chi pensa al "pane", chi non ha un lavoro, chi non ha tempo per sé e per la sua famiglia, chi ha perso di vista i valori, non può essere felice. Ecco perché il Papa sembra scavalcare il muro che divide mondo spirituale da mondo economico, ma non è così: il muro l'abbiamo creato noi, con le divisioni tra ricchi e poveri, fame e sazietà, sottoccupati e sovra occupati.

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