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Papa Francesco: "Dio ci ama da morire. È fatto così"

L'omelia di Papa Francesco nella notte di Natale ha ricordato l'amore di Dio per ciascun uomo e che "Il Figlio di Dio è nato scartato per dirci che ogni scartato è figlio di Dio".

Cronaca
Pubblicato il 25 dicembre 2020, alle ore 11:09

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Papa Francesco: "Dio ci ama da morire. È fatto così"

Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio“, sono le parole del profeta Isaia ripetute da Papa Francesco nell’omelia della messa della notte che annuncia la nascita di Gesù, figlio di Dio in mezzo a noi. “La gioia più grande della vita è la nascita di un bambino” ha detto il Papa, ricordando le energie nuove e positive che l’evento suscita. 

Ogni anno, la nascita di Gesù, fa rinascere dentro, nel cuore, e trovare la forza per affrontare ogni difficoltà. Il Figlio di Dio che ci è stato donato è “per noi” è il “Salvatore“. Lui il Figlio di Dio, benedetto per natura, ci rende “figli benedetti per grazia“. E’ questo un “dono stupendo!” per ciascuno di noi, ha sottolineato Papa Bergoglio. 

Il dono di Dio, ha detto il Papa, va oltre le nostre piccolezze e fragilità, perché Egli davvero è nostro Padre e quando siamo scoraggiati per i nostri errori e per le prove della vita ci ripete: “Coraggio, sono con te“. Per questo si fa figlio, si fa piccolo, vuole ripartire con ciascuno di noi.

Siamo figli amati” e il suo amore è gratuito, questa è la verità, “cuore indistruttibile della nostra speranza”, questo il significato di “grazia. Tutto è grazia”. La “grazia” che Dio ci dona è lui stesso in Gesù. Può nascere una domanda nel nostro cuore: “il Signore ha fatto bene a donarci così tanto”, ad avere fiducia in noi? La risposta ce la dà il Figlio stesso: Egli ci ama fino a morire per noi. “È fatto così“. La strada sicura per incontrarci, guarirci e risollevarci è quella dell’amarci.

Il Figlio di Dio nasce nel cuore della notte, nella povertà di una mangiatoia. “Perché?” ha chiesto ancora il Papa indicando una risposta nella volontà di Dio di raggiungerci là, dove ci troviamo e ricordarci che “Il Figlio di Dio è nato scartato per dirci che ogni scartato è figlio di Dio“. 

Gesù nasce a Betlemme, la “Casa del pane”, e ci ricorda che nella vita abbiamo bisogno di Lui, del suo amore come del pane da mangiare. Spesso, ha detto il Papa, ci troviamo insaziabili alla continua ricerca di mangiatoie vane, dimenticando quella di Betlemme che accoglie un bambino che, senza dir parola, offre la vita. Un bambino che nasce ha bisogno di cure, Gesù bambino ci suggerisce ad avere cura del prossimo, perché, ha ricordato il Papa con le parole di Emily Dickinson: “la residenza di Dio è accanto alla mia. L’arredo è l’amore“.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che questo Natale, davvero strano e speciale, a distanza, senza abbracci e strette di mano, ci faccia riflettere sul vero significato della Festa. Di mangiatoie che non saziano è pieno il quartiere e la Città, forse cercare il significato in Gesù dell'essere fratelli, della solidarietà ci porta al vero amore e al vero significato del Natale. Auguri!

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