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Roma

Papa Francesco costretto a seguire gli esercizi spirituali in Vaticano

Il timore del coronavirus con un raffreddore in atto ha costretto Papa Francesco a fermarsi in Vaticano mentre la Curia romana si è recata ad Ariccia per gli esercizi spirituali.

Cronaca
Pubblicato il 2 marzo 2020, alle ore 09:04

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Papa Francesco costretto a seguire gli esercizi spirituali in Vaticano

Dal 2014 sede degli esercizi spirituali per la Curia romana è Ariccia, un comune poco distante dal Vaticano, nella “Casa Divin Maestro”. Qui Papa Francesco si sarebbe dovuto recare ieri sera, ma il raffreddore non glielo ha permesso, come egli stesso ha riferito all’Angelus di ieri.

A tenere gli esercizi spirituali, che Papa Bergoglio seguirà dal Vaticano, è il segretario della Pontificia Commissione Biblica, padre Pietro Bovati, gesuita. Il tema scelto per il corso rivolto al Papa e a tutta la Curia romana è “Il roveto ardeva per il fuoco – L’incontro tra Dio e l’uomo, alla luce del Libro dell’Esodo, del Vangelo di Matteo e della preghiera dei Salmi”. Iniziati ieri sera, gli esercizi termineranno il 6 marzo 2020.

Il gesuita padre Pietro Bovati, alla soglia degli 80 anni, è stato docente di Esegesi e teologia dell’Antico Testamento al Pontificio Istituto Biblico di Roma. Da più di dieci anni, dal 2008, fa parte della Pontificia Commissione Biblica in cui attualmente copre il ruolo di segretario.

“Casa Divin Maestro” di Ariccia si trova nel Parco dei Castelli Romani e s’affaccia sul lago di Castelgandolfo: a gestirla è la Famiglia Paolina. È un luogo adatto a ritiri e a momenti di preghiera in solitudine. La scelta di Papa Francesco di vivere gli esercizi spirituali fuori del Vaticano trova giustificazione nella vocazione spirituale, propria dei gesuiti, che suggerisce di non vivere gli esercizi spirituali nello stesso luogo in cui vivono, ma di spostarsi in un’altra sede. Così, nel 2014, aveva spiegato l’allora vice direttore della Sala Stampa vaticana, padre Ciro Benedettini.

Quella prima volta del Papa ad Ariccia aveva colpito tutti: Francesco con la sua valigetta era salito sul Pullman insieme a tutti gli altri sacerdoti della Curia Romana. Immagine insolita e impensata da tutti. Anche senza volerlo, anche se diretto ad un luogo di silenzio e preghiera, quel viaggio in pullman ha creato vicinanza con i collaboratori e, anche se senza incontrarlo personalmente, anche in chi l’ha visto partire con le immagini trasmesse in tv e sui social.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Col silenzio dei collaboratori, perché assenti, e senza appuntamenti fissati, il Papa saprà sicuramente vivere bene gli esercizi spirituali che immagino, grazie alla tecnologia, lo raggiungeranno direttamente nel suo appartamento. Sia un momento propizio ed efficace di riposo per il corpo e di ristoro per l'anima, di riflessione e di rinnovato impegno. Buon corso, Papa Francesco!

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