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Roma

Papa Francesco chiuso in ascensore per quasi mezz’ora

Il Papa in ritardo di 9 minuti si giustifica raccontando che è rimasto chiuso in ascensore per 25 minuti. Dopo il grazie e l'applauso ai vigili del fuoco che lo hanno liberato, propone una riflessione sul Vangelo del giorno.

Cronaca
Pubblicato il 1 settembre 2019, alle ore 20:00

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Papa Francesco chiuso in ascensore per quasi mezz’ora

A raccontare la disavventura di oggi, 1 settembre 2019, successa poco prima di mezzogiorno, è lo stesso Papa Francesco: un calo di tensione lo avrebbe bloccato in ascensore per 25 minuti, e ne è uscito, grazie a Dio e ai vigili del fuoco che lo hanno tirato fuori.

Papa Francesco si è affacciato alla finestra di Piazza San Pietro per l’Angelus, con 9 minuti di ritardo rispetto al consueto orario e, dopo essersi giustificato, ha ringraziato: “Dio e i vigili del fuoco“, per i quali ha chiesto un applauso.

Mentre la folla lo attendeva impaziente in Piazza San Pietro, Papa Francesco stava chiuso in ascensore. Quando finalmente si è affacciato dal balcone pontificio, era sorridente e sereno, come sempre, e ha subito giustificato il ritardo raccontando la disavventura dell’ascensore bloccato: “Devo scusarmi con voi: sono rimasto chiuso in ascensore per 25 minuti, c’è stato un calo di tensione. Ma poi sono venuti i vigili del fuoco a tirarmi fuori“.

Le parole del Papa all’Angelus

Dopo il racconto del piccolo incidente, Papa Francesco ha rivisitato il Vangelo della domenica, che riferisce di un banchetto organizzato in casa di un capo dei farisei: Gesù è tra gli invitati. Gesù, osservando il modo di prendere posto a tavola degli invitati, racconta due parabole. Nella prima parla di “colui che è invitato a un banchetto” e nella seconda di “colui che invita“.

L’atteggiamento della prima parabola, il bisogno del primo posto fino ad “arrampicarsi” per ottenerlo, e non solo a tavola, è diffuso anche oggi, ha sottolineato Papa Francesco. Gesù ci mostra una via per non danneggiare la fraternità, “sia civile sia ecclesiale“, e vivere relazioni autentiche, quella della vera umiltà.

Anche nella seconda parabola Gesù invita ad andare contro-corrente, rendendo manifesta la logica di Dio verso la scelta dei piccoli, dei deboli, degli indifesi, di quelli che in nessun modo potranno contraccambiare la nostra attenzione: per questa scelta, afferma il Papa riprendendo il Vangelo, si riceverà la “ricompensa alla risurrezione dei giusti. Il contraccambio umano ha il sapore di rapporti commerciali, mentre la generosità cristiana é umile e disinteressata.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Che il Papa sia vicino, "familiare" alla gente, lo si nota anche dal suo racconto di queste piccole cose personali. Il Vangelo letto in questa domenica, nonostante i suoi 2000 anni, è davvero ancora molto attuale. I primi posti si cercano in mille modi: dalla gara nelle code alla cassa del supermercato al poter dire di conoscere personalmente qualche personaggio famoso: essere ultimi e stare con gli ultimi, oggi, è ben difficile.

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