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Roma

Papa Francesco celebra la messa ricordando i 100 anni di papa Wojtyla

A 100 anni dalla nascita di Papa Wojtyła, Papa Francesco traccia il suo profilo di santità seguendo il filo della preghiera, della vicinanza al popolo e dell'amore per la giustizia.

Cronaca
Pubblicato il 18 maggio 2020, alle ore 18:16

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Papa Francesco celebra la messa ricordando i 100 anni di papa Wojtyla

La santa messa è la fonte della vita Cristina“, diceva Papa Wojtyla ed è con la messa celebrata dall’altare a lui dedicato, nella Basilica Vaticana, che Papa Francesco ha ricordato Giovanni Paolo II nel centesimo anniversario della sua nascita.

Il Signore ama il suo popolo“, è il ritornello cantato al salmo responsoriale: da questo assioma Papa Francesco ha cominciato la sua riflessione sulla figura di San Giovanni Paolo II, Papa. Il popolo d’Israele amava ripetere spesso questo legame d’amore tra Dio e il suo Popolo, una verità che anche nei momenti brutti, di fatica, restava un principio, un dato di fatto.

Il popolo d’Israele ha sempre letto la visita di Dio, segno di vicinanza e di amore, nella presenza dei profeti e poi di Gesù. Così noi, oggi, ha detto Papa Francesco, possiamo dire che “cento anni fa il Signore ha visitato il suo popolo, ha inviato un uomo, lo ha preparato per fare il vescovo e guidare la Chiesa”. Giovanni Paolo II per tutti noi è stato un buon pastore, lo riconosciamo grazie alle tracce che ha lasciato nella preghiera, nella sua vicinanza al popolo e nel suo amore verso la giustizia.

Papa Wojtyla, nonostante il lavoro richiesto dal compito di guidare la Chiesa, era un uomo di preghiera e per questo era un uomo di Dio. Primo compito di un vescovo è la preghiera, come aveva detto san Pietro: “Preghiera e annuncio della parola”.  A sera l’esame di coscienza di un vescovo è chiedersi: “Quante ore oggi ho pregato?”, ha confidato Papa Francesco.

San Giovanni Paolo II era un uomo vicino al popolo, un uomo di vicinanza, girava il mondo intero per essere vicino ai popoli, “ai grandi e ai piccoli, ai vicini e ai lontani, sempre vicino, si faceva vicino”. Papa Francesco ha ricordato il punto di partenza della sua riflessione: la vicinanza al popolo è uno dei tratti caratteristici di Dio. Citando un passo biblico, ha ripreso la domanda di Dio al suo popolo: “Quale popolo ha avuto i suoi déi così vicini come tu con me?“. In Gesù questa vicinanza si è fatta tangibile.

La terza caratteristica di Karol Józef Wojtyla è l’amore per la giustizia, quella piena, la giustizia sociale, dei popoli, che allontana la guerra. Dalla giustizia alla misericordia il passo è breve perché non esiste l’una senza l’altra. Giovanni Paolo II era un uomo di misericordia. Ha cercato in tutti i modi di far comprendere la misericordia di Dio: tra questi, la devozione a Santa Faustina.

Preghiamolo, ha suggerito Francesco, perché doni a tutti, ai pastori in particolare, “la grazia della preghiera, la grazia della vicinanza e la grazia della giustizia-misericordia, misericordia-giustizia“. 

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