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Roma

Papa Francesco: c’è una via alternativa alle pietre e alla condanna

Nella quinta domenica di Quaresima, all'Angelus, Papa Francesco ha commentato il brano del Vangelo secondo Giovanni che parla dell'adultera e ha invitato a lasciar cadere le pietre che "vorremmo scagliare contro gli altri".

Cronaca
Pubblicato il 8 aprile 2019, alle ore 09:25

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Papa Francesco: c’è una via alternativa alle pietre e alla condanna

Nella quinta domenica di Quaresima, 7 aprile 2019, all’Angelus, Papa Francesco ha commentato l’episodio della donna adultera proposto dalla liturgia del giorno. Oltre che da piazza San Pietro, a Roma, sono in molti che grazie al programma A sua immagine lo ascoltano in diretta su Rai 1

Papa Francesco rintraccia nell’episodio due atteggiamenti contrapposti: scribi e farisei da una parte e Gesù dall’altra. I primi, tutori della Legge, vogliono condannare la donna; Gesù invece, volto della misericordia di Dio, la perdona e la riconcilia, perché vuole salvarla.

La riflessione di Papa Francesco

Scribi e i farisei cercavano in tutti i modi di mettere Gesù alla prova e di trovare delle scuse per accusarlo. Riprendendo il racconto del Vangelo di Giovanni, Papa Francesco ha riferito che questi personaggi, tutori della Legge, portarono davanti a Gesù una donna sorpresa in adulterio e gli chiesero se, a dir suo, doveva essere lapidarla, com’è scritto nella Legge di Mosè. Una domanda che chiarisce la malvagità di questi uomini, perchè se avesse detto “no” alla lapidazione avrebbe disobbedito alla Legge, se avesse detto “” poteva essere denunciato all’autorità romana, perchè solo questa poteva emettere tali sentenze.

Giudizio e condanna sembrano essere per scribi e farisei l’unica via d’uscita per restare fedeli alla Legge, ma non è questa la missione di Gesù, venuto al mondo “per salvare e offrire alle persone una vita nuova”, ha sottolineato Papa Bergoglio. Gesù, messo di fronte alla prova, resta in silenzio, poi si china a terra e si mette a scrivere con il dito, come “a ricordare che l’unico Legislatore e Giudice è Dio che aveva scritto la Legge sulla pietra”. Quindi con la nota domanda, scritta nel Vangelo di Giovanni: “Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei” Gesù ha riportato la domanda alla coscienza di ciascuno: siamo tutti peccatori. A cominciare dai più anziani tutti gli accusatori se ne andarono e nessuno lapidò la donna. Per noi è un invito a riconoscerci peccatori e a non gettare pietre con la denigrazione e la condanna, con il chiacchiericcio, e a lasciarle cadere tutte le “volte vorremmo scagliare contro gli altri”, ha detto il Papa.

Alla fine Gesù e la donna, rimangono, là, soli. “La misera e la misericordia” s’incontrano, ha detto Francesco, ricordando una frase di Sant’Agostino. Gesù, l’unico senza colpa, avrebbe potuto scagliare la pietra contro la donna, ma Dio vuole che questa si converta e viva, e la congeda dicendole “Va’ e d’ora in poi non peccare più“. Gesù, con la sua misericordia, le apre una strada nuova, percorribile con l’impegno di non peccare più. In questo tempo di Quaresima, siamo invitati a far nostro l’invito a camminare sulla strada nuova dopo esserci riconosciuti peccatori e aver chiesto perdono a Dio. Il perdono riconcilia, dona la pace e fa ricominciare a camminare in modo nuovo, rinnovato, ha spiegato il Papa ricordando che “ogni vera conversione è protesa a un futuro nuovo, ad una vita nuova, una vita bella, una vita libera dal peccato, una vita generosa”

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Uno dei difetti dell'uomo, secondo me, è quello di tenere ben stretti e uniti l'uomo con il suo peccato, con il suo errore. Come se i due fossero una sola cosa. Ed invece non è così. Il peccato e l'errore sono da condannare, ma non la persona che lo commette perché questa può sempre pentirsi e cambiare.

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