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Roma

Papa Francesco: amici dei preti e dei vescovi per interesse sono ipocriti

In Aula Paolo VI, Papa Francesco ha tenuto la catechesi su “La comunione integrale nella comunità dei credenti”. Ha parlato della condivisione che rende "famiglia di Dio", del "turismo spirituale" e dell'ipocrisia di molti.

Cronaca
Pubblicato il 22 agosto 2019, alle ore 08:30

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Papa Francesco: amici dei preti e dei vescovi per interesse sono ipocriti

All’udienza generale di mercoledì 21 agosto 2019, tenuta in aula Paolo VI, Papa Francesco, continuando le catechesi sugli Atti degli Apostoli, si è soffermato sul tema “La comunione integrale nella comunità dei credenti”.

Papa Francesco ha parlato di una “vera conversione” che arriva “alle tasche”, perché un cuore che davvero si è lasciato toccare dal Signore diventa generoso con gli altri e aiuta chi è più debole. 

Le dinamiche della comunione

La conversione che si limita alle parole non è autentica, perché la conversione vera porta a “un dinamismo di solidarietà” capace di edificare “la Chiesa come famiglia di Dio”, ha spiegato Papa Francesco, sottolineando anche che vivere la koinonia, ossia il “mettere in comune” i beni, e le doti, è una normale esperienza di questa famiglia. Secondo Papa Bergoglio, le prime comunità cristiane sono ancora oggi il modello di condivisione da seguire, in quanto esse ci aiutano “a essere generosi e non tirchi”.

Nella Chiesa ci sono sempre stati cristiani capaci di spogliarsi delle cose, di rintracciare, tra i propri beni, quelli da dare ad altri che ne avevano più bisogno. Il denaro è un bene condivisibile, ma lo è anche il tempo, come i volontari sanno bene. Sono molti, in Italia, i “cristiani che fanno volontariato! Ma questo è bellissimo!“, ha affermato Francesco, che poi ha esplicitato le forme di comunione per il volontario, rintracciabile nella condivisione del proprio tempo con coloro che hanno bisogno, come avviene nelle visite ai malati o nelle opere di carità. 

Nella catechesi, Papa Francesco ha ricordato Barnaba come esempio positivo, visto che egli dopo aver venduto il campo dà “il ricavato agli Apostoli”, e Anania e la moglie Saffira che, invece, dopo aver venduto il campo, “decidono di consegnare solo una parte agli Apostoli e di trattenere l’altra per loro stessi”, interrompendo così “la catena della condivisione gratuita, serena e disinteressata”. La scelta di questa coppia introduce il tema del turismo nella Chiesa. Purtroppo, ha osservato il Papa, i turisti nella Chiesa sono tanti e sono sempre di passaggio. Queste persone si credono cristiani, e invece vivono un “turismo spirituale“, sono “turisti delle catacombe“.

La morte interiore è inevitabile per chi nella vita cerca solo profitto e vantaggio, anche a scapito degli altri. Ci sono persone che si dicono vicine alla Chiesa e si ritengono amici dei preti e dei vescovi, ma nella loro mente c’è soltanto la ricerca del proprio interesse. Queste falsità, che il Papa definisce “ipocrisie“, distruggono la Chiesa.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Conosco anch'io molti volontari che dedicano il loro tempo e le loro competenze a chi ne ha bisogno e con il Papa dico che "questo è bellissimo!" Credo anche che i turisti spirituali siano molti e che vivere la comunione dei beni non sia una cosa facile eppure molti, anche se silenziosamente, lo fanno. Penso anche alle comunità religiose: chi entra chiede di essere ammesso a una "famiglia" in cui i beni sono condivisi.

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