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Palermo

Palermo, docente sospesa: due settimane di stipendio decurtato e carta docente inutilizzabile

La docente Rosa Maria dell'Aria, dopo 40 anni di insegnamento, è stata sospesa dal servizio con accuse a lei estranee. La docente è stata tacciata di non sapere svolgere il proprio lavoro.

Cronaca
Pubblicato il 27 maggio 2019, alle ore 21:26

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Palermo, docente sospesa: due settimane di stipendio decurtato e carta docente inutilizzabile

Il giorno 11 maggio una docente di italiano dell’Istituto industriale Vittorio Emanuele III di Palermo è stata sospesa per 15 giorni dall’Ufficio scolastico provinciale. La docente si chiama Rosa Maria dell’Aria ed insegna da 40 anni. La colpa che è stata imputata alla docente è quella di non avere saputo svolgere il proprio lavoro. Il 27 gennaio gli studenti della docente hanno presentato il proprio lavoro su quanto studiato in merito alla Seconda Guerra Mondiale, nonché sulla deportazione di miglaia di innocenti nei campi di sterminio.

Due studenti della docente hanno accostato nel loro compito l’operato lavorativo del ministro dell’Interno Matteo Salvini, inerente al Decreto Sicurezza, alle leggi razziali del 1938. La docente è stata accusata di avere obbligato i suoi studenti ad effettuare il paragone sopracitato. La donna si è detta assolutamente scossa di quanto le è successo e dice di aver sempre lavorato affinché i ragazzi potessero crearsi un loro pensiero libero e critico per poter giudicare autonomamente i fatti della realtà.

Il 23 maggio Salvini ha incontrato la docente e sembra che i due siano giunti ad un chiarimento. Il leade della Lega si è così espresso: “Ora si sta lavorando tecnicamente, non è il mio compito, perché tutto torni a posto“. Sembrerebbe, però, che la situazione non sia stata del tutto sanata, perché alla docente è stata applicata una decurtazione dello stipendio pari a 15 giorni – periodo durante il quale è stata sospesa dal suo incarico – altresì l’insegnante non potrà utilizzare la carta docente bonus 500. Se la docente dovesse aver già speso parte dell’importo, il medesimo sarà recuperato dallo Stato sul residuo dell’assegnazione dell’anno scolastico 2019/2020.

La carta del docente è un borsellino elettronico che garantisce agli insegnanti la facoltà di incrementare il proprio bagaglio culturale. Essi, con questa carta, possono acquistare libri e testi in formato cartaceo o digitale, hardware o software, procedere all’acquisto di iscrizioni a corsi per aggiornare le proprie competenze professionali, acquistare ingressi ai musei o eventi culturali o acquistare titoli per accedere a qualsiasi iniziativa legata alla professione di insegnante.

Sembra quindi che, oltre ad essere stata incolpata di qualcosa che hanno fatto i suoi studenti, la docente si vedrà revocare un beneficio, così come stabilito per i docenti che vengono sospesi per motivi disciplinari. Dopo una carriera lunga 40 anni, la donna andrà in pensione l’anno prossimo e questa conclusione la lascia, per sua stessa ammissione, decisamente amareggiata.

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Cosa ne pensa l’autore
Samanta Scherini

Samanta Scherini - Il lavoro del docente rappresenta una delle professioni più difficili. Gli insegnanti si ritrovano a dover trasmettere nozioni e valori ai propri studenti. Questo non significa che gli alunni debbano allearsi con il pensiero del docente, ma solo che da esso devono ricevere le informazioni corrette per potere avere la possibilità di elaborare le proprie idee e trarre insegnamento. Nel caso in questione, una docente alla fine della sua carriera, dopo anni di esperienza, viene tacciata di avere in qualche modo distorto la percezione dei suoi alunni. L'accostamento che gli alunni hanno fatto tra le due tematiche non è in alcun modo dipeso dall'insegnante che non può, e non deve, snaturare il pensiero dei proprio studenti. Nel caso della docente Rosa Maria dell'Aria la posizione assunta dall'Ufficio scolastico provinciale sembra essere eccessiva.

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