Palermo, chiama i Carabinieri contro il figlio ma i video svelano un’altra realtà: arrestato un 47enne

Una segnalazione al 112 si trasforma in un’indagine lampo: le immagini di videosorveglianza e le testimonianze di moglie e figlio ribaltano il racconto iniziale e portano all’arresto dell’uomo.

Palermo, chiama i Carabinieri contro il figlio ma i video svelano un’altra realtà: arrestato un 47enne

Aveva chiesto l’intervento dei Carabinieri sostenendo di essere stato colpit*al figlio adolescente, ma quanto emerso poche ore dopo ha restituito un quadro profondamente diverso, destinato a cambiare completamente la lettura dei fatti. È accaduto a Palermo, nella zona di Acqua dei Corsari, nella mattinata del 31 gennaio 2026, quando una segnalazione al 112 Nue ha portato i militari a intervenire in un’abitazione apparentemente teatro di una lite familiare.

Secondo quanto riferito inizialmente dall’uomo, un 47enne residente in città, sarebbe stato il figlio minorenne a causargli un problema fisico nel corso di un acceso confronto domestico. Una versione che, già dalle prime fasi dell’intervento, ha mostrato diverse incongruenze. I Carabinieri della Stazione di Palermo Acqua dei Corsari, insieme ai colleghi delle Stazioni Scalo e Palermo Villagrazia, hanno avviato immediatamente gli accertamenti per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Decisiva, in questo senso, è stata la visione delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti nell’abitazione. I filmati hanno raccontato una realtà ben lontana da quella descritta nella chiamata di emergenza. Dalle riprese è infatti emerso che il ragazzo non aveva dato origine a quanto accaduto, ma era intervenuto nel tentativo di proteggere la madre da un comportamento particolarmente concitato del padre, esteso anche nei suoi confronti.

Una ricostruzione che ha trovato piena conferma nelle dichiarazioni rese successivamente dalla donna e dal figlio agli investigatori. Messo di fronte all’evidenza delle immagini, il racconto iniziale dell’uomo è apparso privo di fondamento. Moglie e figlio, sentendosi finalmente tutelati, hanno spiegato ai militari che quanto avvenuto quella mattina non rappresentava un caso isolato, ma l’ultimo episodio di una situazione familiare complessa e difficile, protrattasi nel tempo.

Le loro parole, unite ai riscontri oggettivi forniti dai sistemi di videosorveglianza, hanno consentito agli inquirenti di delineare un quadro chiaro e coerente. A quel punto, raccolti tutti gli elementi utili, i Carabinieri hanno proceduto nei confronti del 47enne con un provvedimento restrittivo in differita, ritenendo sussistenti gravi indizi di responsabilità. L’uomo è stato quindi accompagnato presso la Casa Circondariale “Lorusso – Pagliarelli” di Palermo, dove resta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, chiamata ora a valutare nel dettaglio la vicenda.

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