Palermo, bambina di sette anni vola dal quinto piano e muore

La bambina era in castigo per aver rubato una gomma da masticare. Gli investigatori indagano per capire se si è trattato realmente di un incidente o di un gesto volontario. I genitori sono sotto choc.

Palermo, bambina di sette anni vola dal quinto piano e muore

Una tragedia è accaduta a Palermo: una bambina di 7 anni è caduta dal quinto piano e, nonostante i soccorsi, per la piccola non c’è stato nulla da fare. La tragedia si è svolta in pochi minuti: la bambina ha percorso di corsa il corridoio del piccolo appartamento dove abitava con il padre ed è caduta giù dal balcone, al quinto piano di una casa di via Corradino di Svevia, nel quartiere Zisa, a Palermo.

Un volo terribile a cui la bambina non è sopravvissuta. Sette anni, figlia di un palermitano e di una nigeriana, dopo il volo la bambina è stata soccorsa dai medici del 118 ed è stata trasportata all’ospedale dei bambini. I medici hanno fatto subito esami e ad una Tac ma hanno subito intuito che le condizioni della piccola erano molto gravi e infatti è deceduta poco dopo.

I carabinieri indagano sulla dinamica dell’incidente: dalle notizie riportate dalla madre la bambina era in castigo perché ieri aveva rubato delle gomme da masticare in un supermercato. Per punirla la madre l’aveva chiusa forse nello sgabuzzino, ma la piccola era poi scappata dalla stanza e correndo si era diretta verso il balcone inseguita dalla madre. Improvvisamente è caduta giù dal balcone e gli inquirenti stanno cercando di capire se si è trattato di un incidente o se la bimba abbia volontariamente provocato la caduta scavalcando la ringhiera. 

Il quartiere è sotto shock e i vicini raccontano di una famiglia assolutamente normale, tranquilla e con rapporti familiari sereni. La coppia ha anche un altro figlio piccolo che potrebbe aver visto la scena e gli inquirenti hanno deciso di interrogare il bambino per aver qualche altra testimonianza su quanto è successo. Gli investigatori stanno anche raccoglinedo altre testimonianze tra i coinquilini per completare il quadro sulla famiglia. Il procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi ha detto:”La vicenda è ancora tutta da chiarire e servono ulteriori approfondimenti investigativi”.

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