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Padova, trovati morti in casa fratello e sorella: probabile omicidio-suicidio

Trovati privi di vita ed in un lago di sangue, il fratello e la sorella Rigon, entrambi sulla 50ina. Secondo i primi rilievi, potrebbe trattarsi di omicidio-suicidio. Nella stessa via, nel 1976, venne uccisa una 24enne.

Cronaca
Pubblicato il 5 marzo 2019, alle ore 10:27

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Padova, trovati morti in casa fratello e sorella: probabile omicidio-suicidio

Risale al tardo pomeriggio di ieri, lunedì 4 marzo, la macabra scoperta avvenuta a Padova, nel quartiere di Arcella. Presso una villetta in via Faggin sono stati ritrovati i corpi privi di vita dei fratelli Rigon, Piermatteo di 49 anni e Donatella di 52 anni. Nonostante sul caso ci sia ancora il riserbo più assoluto, le fonti investigative sembrerebbero aver confermato l’ipotesi di omicidio-suicidio.

Gli inquirenti che per primi hanno visto la scena del crimine l’hanno definita uno scempio. Secondo quanto è stato per ora riportato, i due corpi si trovavano a terra, ricoperti di ferite da arma da taglio e in un lago di sangue. Un omicidio che riporta alla memoria il terribile caso di Margherita Magello, la 24enne assassinata nella sua casa nella stessa via Faggin dov’è avvenuto il delitto dei fratelli Rigon.

Nel 1976, l’assassinio di una 24enne nella stessa via

Secondo le prime fonti investigative, sembrerebbe confermata la prima ipotesi fatta su quanto accaduto in via Faggin, ovvero quella dell’omicidio-suicidio, ma c’è ancora il riserbo più assoluto sulle dinamiche dell’accaduto.

Sono stati i vicini di casa dei due fratelli Rigon a lanciare l’allarme, chiamando il terzo fratello, poiché da giorni vedevano la luce di casa accesa giorno e notte, e la macchina nel vialetto sempre ferma nella stessa posizione. Quando il terzo fratello è giunto presso la villetta di via Faggin per assicurarsi fosse tutto a posto, è stata scoperta la macabra verità. Piermatteo e Donatella vivevano insieme nella stessa casa in cui fino a qualche mese prima accudivano la madre malata, successivamente deceduta. I due corpi sono stati trovati entrambi in un lago di sangue e ricoperti di ferite d’arma da taglio.

I cittadini padovani si trovano nuovamente scossi da un macabro omicidio avvenuto in via Faggin. I fatti in questione riportano alla memoria il terribile dramma di Margherita Magello, uccisa nella sua abitazione della stessa via nel 1976. Per la sua morte fu incarcerato il noto scrittore noir Massimo Carlotto, dopo numerosi processi e la sua fuga all’estero. All’epoca dei fatti, Carlotto aveva 19 anni, e raccontò di essere capitato per caso nei pressi della casa della 24enne al momento dell’omicidio.

Sentendo le urla della ragazza, si è precipitato presso la sua abitazione, dove Margherita è morta tra le sue braccia. Una testimonianza che non ha mai convinto gli inquirenti. Condannato a 18 anni di carcere, nel 1993 ottenne la grazia dal presidente della Repubblica Luigi Scalfaro, e iniziò a scrivere libri noir. La famiglia di Margherita e molti altri continuano a considerarlo il colpevole della morte della 24enne.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Una notizia davvero tragica quella che arriva da Padova, e la cosa ancora più macabra è che sia capitata nella stessa via in cui si è consumato il terribile delitto di Margherita. Con la convinzione che gli inquirenti faranno presto chiarezza sulle dinamiche della tragedia, ai familiari e agli amici dei fratelli Rigon va il nostro caloroso abbraccio.

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