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Padova, ragazzino di nove anni accudisce il padre morente. Scatta la solidarietà

Cesare, nome di fantasia, alunno modello a scuola, a casa cura il padre malato grave. Alla morte, la famiglia non ha i soldi per il funerale, si avvia una gara di solidarietà.

Cronaca
Pubblicato il 5 maggio 2019, alle ore 10:22

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Padova, ragazzino di nove anni accudisce il padre morente. Scatta la solidarietà

Cesare è il nome di fantasia adottato per raccontare la storia, non facile nonostante l’età, 9 anni, di un ragazzino di Padova, messa in luce dai media a motivo della morte del padre che il piccolo accudiva con tanta premura e dignità.

Mentre la mamma andava a lavorare per assicurare uno stipendio alla famiglia, il padre, gravemente malato, era affidato, per diverse ore al giorno alle cure di Cesare che ha dimostrato di affrontare la vita con coraggio.

La gara di solidarietà

Cesare, un ragazzino che sogna di diventare astronauta, a scuola è un alunno modello; a casa, dopo i compiti, stava accanto a papà e lo accudiva. Domenica scorsa il male incurabile che da qualche tempo lo aveva colpito, ha avuto l’ultima parola e il bambino, dopo tante attenzioni e sofferenze, ha dovuto affrontare la morte del padre al quale era molto legato.

Oltre al dolore per la perdita, la famiglia, povera, si è trovata a dover affrontare le spese dei funerali senza avere alcuna possibilità economica. La cosa, però, non è passata indifferente alle mamme dei compagni di classe del bambino che, per questo motivo, hanno organizzato una colletta. Giovedì scorso, grazie alla raccolta di denaro, Cesare ha salutato dignitosamente il suo papà con il funerale in rito ortodosso.

Anche il Parroco della Parrocchia della Beata Vergine Maria del Perpetuo Suffragio alle Cave si è fatto promotore di questa gara di solidarietà aprendo un conto corrente intestato alla famiglia. In molti hanno già partecipato alla colletta per per dare un futuro al bambino; tra questi personaggi illustri, ex ministri e imprenditori.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Sono convinta che spesso i bambini e i ragazzini portano dei pesi enormi, non sempre visibili. Li portano nel silenzio e con dignità, spesso sono segreti pesanti, altre volte difficoltà palesi, ma non rifiutate. Li chiamiamo bambini, perché stanno crescendo, ma molti di questi sono già grandi. Cesare ce lo dimostra.

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