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Padova, dito puntato su bimbo di 7 anni: "Alza la gonna a mia figlia"

Il gioco di uno scolaro padovano di sette anni ha provocato la reazione della bambina e dei suoi genitori che si sono presentati a scuola insieme all'avvocato

Cronaca
Pubblicato il 5 aprile 2019, alle ore 08:13

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Padova, dito puntato su bimbo di 7 anni: "Alza la gonna a mia figlia"

L’accusa rivolta a un bambino di 7 anni è di aver ripetutamente alzato la gonna a una sua compagna durante il tempo di ricreazione. Questo il motivo per cui i genitori della bambina si sono rivolti ai dirigenti scolastici insieme a un avvocato, chiedendo che questi spostassero di classe la propria figlia.

Il fatto è successo in una scuola elementare padovana, dove l’occhio attento degli insegnanti non avrebbe dato lo stesso peso dei genitori al gesto del ragazzino definendolo molto vivace nel comportamento e basta. La mamma della coetanea racconta, invece, che il ragazzino avrebbe infastidito la figlia a più riprese, allungando un po’ troppo le mani.

Il fatto

Arrivare a scuola con l’avvocato è stata l’ultima delle strategie dei genitori della bambina che già avevano avuto modo di incontrare il Preside della scuola elementare e scambiare mail con lui. Nella corrispondenza e durante gli incontri non sono mancate le accuse di bullismo nei confronti del piccolo scolaro. L’avvocato della famiglia non ha rilasciato dichiarazioni sull’incontro né ha voluto spiegare il motivo per cui si son recati insieme dal Preside. L’incontro alla presenza di un avvocato si spiega con difficoltà se si considera solo ciò che appare: il litigio tra bambini.

La famiglia della bambina sembra riuscita, almeno in parte, ad ottenere ciò che voleva: tenere lontani i due bambini, che almeno per qualche ora al giorno resteranno separati. I fatti sarebbero sempre successi durante le ore ricreative, tempi in cui, pur sotto la vigilanza delle insegnanti, i bambini giocano liberamente. I genitori del bambino avrebbero così accettato un orario ridotto per il proprio figlio in modo da impedirgli di giocare con gli altri compagni e in particolare con la coetanea. 

Secondo il racconto della bambina il compagno le avrebbe più volte alzato la gonna, mettendola in imbarazzo, motivo per cui una volta a casa lo avrebbe raccontato alla mamma che a sua volta avrebbe segnalato agli insegnanti gli episodi, chiedendo, anche formalmente, di prendere dei provvedimenti. Secondo Il Mattino di Padovale prime richieste della famiglia della bambina sarebbero state in qualche modo accolte (la pretesa del legale sarebbe stata quella di trovare spazio in un’altra scuola), riuscendo a limitare i contatti tra i due bambini”.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che i bambini sappiano intuire quando lo "scherzo" funziona, ossia quando riescono a mettere a disagio l'altro, non sanno però capire che uno scherzo è bello se dura poco. Personalmente apprezzo le gonne, ma probabilmente per questo bambino, vivace, erano una novità da stuzzicare. I genitori hanno fatto bene a chiedere di spostare la figlia, peccato che ad essere spostato, per qualche ora al giorno, sia l'altro bambino, quello chiamato in causa che dovrà fare i conti con una vivacità "chiusa in scatola". Non so se il problema sia risolto. Forse bastava assumere un'insegnante in più per la vigilanza.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

05 aprile 2019 - 09:54:01

Che tempi...la normale vivacità dei bambini passa per bullismo e viene fronteggiata da avvocati.

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