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Padova: crocifisso obbligatorio in uffici pubblici e scuole. La decisione del sindaco Bitonci fa discutere

Il crocifisso sarà obbligatorio in tutte le scuole e gli uffici pubblici. A deciderlo il neo sindaco Massimo Bitonci. Tantissime polemiche in merito alla sua decisione

Cronaca
Pubblicato il 26 giugno 2014, alle ore 11:03

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Padova: crocifisso obbligatorio in uffici pubblici e scuole. La decisione del sindaco Bitonci fa discutere

A Padova il crocifisso sarà obbligatorio in tutti gli uffici pubblici. È questo quanto ha deciso il nuovo sindaco di Padova, Massimo Bitonci, della Lega, che ha annunciato la sua decisione tramite i social network.

“Ora in tutti gli edifici e nelle scuole ci sarà un bel crocifisso obbligatorio regalato dal Comune. E guai a chi lo tocca” con queste parole il neosindaco di Padova ha annunciato la sua decisione dalla sua pagina Facebook. A rafforzare queste parole anche un’immagine, che ritrae Bitonci nel 2009, intento in un sit-in proprio per distribuire i crocifissi ad Abano Terme, dove in una scuola era stato rimosso il crocifisso in seguito alla richiesta della famiglia di uno studente dell’istituto.

L’annuncio del neosindaco ha suscitato da subito parecchie polemiche e sono in tanti a non condividere la sua decisione. A commentare l’annuncio di Bitonci in merito all’uso del crocifisso Massimo Albertin, l’uomo che insieme alla moglie Soile Tuuliki nel 2002 iniziò la battaglia per la rimozione del crocifisso nella scuola di Abano Terme, frequentata dalle figlie. “Ha detto di essere il sindaco di tutti, ma già con questo gesto dimostra di non esserlo” ha dichiarato l’uomo. “E’ diventato sindaco ma  rimasto parlamentare, godendo dell’immunità – ha dichiarato Albertin riferendosi al ruolo di senatore ricoperto da Bitonci – Quindi si è reso inattaccabile, ma ha anche dato un grande esempio di “non senso” civico e di occupazione impropria di spazi istituzionali”.

“Nel 2009 quando era sindaco di Cittadella – ricorda Albertin – aveva messo dei manifesti con le foto di me e mia moglie e la scritta “wanted”, aggredendoci per le nostre idee e dandoci apertamente a voce dei delinquenti. Sia quella volta come in quest’ultimo atto – aggiunge Albertin – abbiamo dovuto subire e non abbiamo potuto fare nulla, perché Bitonci si è nascosto dietro all’immunità parlamentare. Agire anche ora contro questo “sindaco di tutti” privo del senso civico nel ruolo che ricopre, è quindi impossibile” ha terminato l’uomo.

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