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Padova, controlli dei droni sui Colli Euganei: padovani rispettosi delle regole

I controlli della Polizia Locale Euganea volano a 30-40 metri d'altezza grazie a un drone. Lo strumento tecnologico ha dimostrato di essere all'altezza, tanto che avrà un futuro tra la polizia locale e la protezione civile

Cronaca
Pubblicato il 28 aprile 2020, alle ore 10:29

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Padova, controlli dei droni sui Colli Euganei: padovani rispettosi delle regole

Già qualche settimana fa si parlava di utilizzo di droni per controllare gli spostamenti delle persone che durante l’emergenza sanitaria dettata dal Coronavirus erano, e in parte sono, costrette “a casa” o a soli spostamenti essenziali. Domenica scorsa, 26 aprile, è scattato, nei Colli Euganei, il primo controllo dall’alto.

Il controllo con il drone, fatto volare nella Bassa Padovana dal Servizio Associato di Polizia Locale Euganea, aveva lo scopo di “calibrare in modo mirato il lavoro delle pattuglie a terra”, si legge nella pagina online di Padova Oggi. Passata l’emergenza Coronavirus, potrà essere utilizzato anche in altre situazioni.

Lo strumento innovativo, testato domenica 26 aprile per la prima volta, ha sorvolato le zone di Este e Rivadolmo nella mattinata, mentre nel pomeriggio si è spostato nella zona di Vo’, la prima segnata dal Covid-19. La polizia locale temeva che la gente approfittasse del bel tempo per fare una passeggiata nelle aree collinari senza tener conto delle restrizioni. E invece i padovani sono rimasti a casa, in attesa di nuove normative.

Gabriele Mighela, comandante della polizia municipale atestina, ha spiegato: Il drone è uno strumento di macroanalisi e di prevenzione che offre velocemente una visione generale su un ampio territorio”. I dati segnalati dal drone vengono indirizzati alle pattuglie permettendo così un lavoro capillare. Per motivi di sicurezza il drone vola a un’altezza di circa 30-40 metri, quindi non riesce a vedere i particolari di ciascuna persona, “ma è preziosissimo perché da solo fa il lavoro di dieci uomini in strada. Utilizzandolo possiamo far intervenire gli agenti in modo mirato ottimizzandone l’azione“, afferma il comandante Mighela.

La tecnologia del drone permette di arrivare prima che sia troppo tardi in tante situazioni: è utile a prevenire incendi, scoprire reati ambientali che avvengono con l’abbandono di rifiuti pericolosi, di liquami. Il comandante ha spiegato che la telecamera del drone, che lavora anche di notte, riesce a rilevare le differenze di temperatura e a partire da questo dato rileva i rifiuti particolari. La Protezione Civile potrà utilizzare il drone nei casi di calamità. Ancora, potrà essere utilizzato per rintracciare le persone scomparse.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Ci abitueremo anche al drone, così la penso io. Ci siamo abituati a tante cose: le antenne (tv, radio, telefoni, etc), l'idea che sopra la nostra testa ci siano satelliti che girano su di noi in continuazione e tutto il resto già diventato abitudine, tanto che non ci facciamo più caso. Disturba, dà fastidio se ci si pensa, poi si cerca la convenienza e si accetta.

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