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Padova, Anas, il bimbo di 3 mesi ucciso in passeggino sulle strisce: parlano i testimoni

Anas, un bimbo di 3 mesi,è stato investito e ucciso mentre si trovava nel suo passeggino sulle strisce. A parlare, ora, i primi soccorritori, una coppia di infermieri che hanno assistito al drammatico incidente.

Cronaca
Pubblicato il 29 marzo 2022, alle ore 13:44

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Padova, Anas, il bimbo di 3 mesi ucciso in passeggino sulle strisce: parlano i testimoni

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Ancora sangue sulle strade di Padova. Dopo l’incidente avvenuto lunedì mattina sulla Tangenziale, tra l’uscita 10 e 11 in direzione Padova Est, in cui ha perso la vita Laura Lazzaro, giovane mamma 37enne, nel pomeriggio di lunedì ennesimo dramma: un’auto ha travolto una mamma e un neonato, che si trovava nel suo passeggino, mentre attraversavano le strisce pedonali in via Plebiscito, per andare a prendere il fratellino di 8 anni alla scuola elementare.

L‘Opel Corsa, guidata da un 46enne, marocchino come madre e figlio, li ha centrati in pieno, fermandosi subito per prestare soccorso. Una scena drammatica a cui hanno assistito due infermieri, che per primi hanno prestato soccorso ad Anas, il bimbo di 3 mesi investito sulle strisce. 

Le testimonianze dei soccorritori 

 La coppia di infermieri si trovava per caso sul luogo della tragedia, alla rotatoria di via Plebiscito, tra via Duprè e via Bajardi, davanti al supermercato Aldi,per fare una passeggiata quando i due sono stati i testimoni oculari di quel drammatico incidente. L’uomo si è occupato della mamma 34enne di Anas, che, nonostante il dolore per le ferite riportate, trascinandosi sull’asfalto, aveva raggiunto il suo piccolo. L’infermiera, peraltro incinta, nonostante il suo ingombrante pancione, senza pensarci su due volte, ha immediatamente pratico il massaggio cardiaco sul corpicino del piccolo, anche se la manovra per rianimarlo non ha sortito gli effetti sperati. 

L’infermiera, a quel punto, resasi conto che il peggio stava per accadere, ha portato il bimbo alla mamma per un ultimo abbraccio. “Mi sono resa conto subito che il neonato era grave. Non ha mai ripreso i sensi. Gli ho praticato il massaggio cardiaco per 7 minuti, ma non c’è stato niente da fare. Sul posto è poi arrivato un medico e infine l’ambulanza”.Anas è stato trasportato in ospedale al pronto soccorso pediatrico dove, nonostante le cure, dopo un’ora ha chiuso per sempre i suoi magnifici occhietti. Il bimbo era nato lo scorso 27 dicembre. 

L’infermiera, sconvolta nel descrivere l’accaduto. ha dichiarato: “Non dimenticherò mai lo sguardo di quella donna quando le ho dato il bambino in braccio. Non lo si può nemmeno descrivere, non l’ho mai visto su nessun’altra persona. Stavamo andando a mangiare un gelato quando ci siamo resi conto di quel che era successo siamo corsi e abbiamo capito che era una situazione disperata”.La presenza di questi due infermieri, eroi in carne ed ossa, avrebbe potuto fare la differenza, ma le condizioni di Anas erano già critiche ed il piccolo non ce l’ha fatta. Troppo gravi le ferite riportate dopo essere stato sbalzato via dal passeggino e aver battuto violentemente la testa sull’asfalto. La mamma è stata ricoverata in ospedale, sotto choc, ma, per fortuna, ha riportato ferite lievi.

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Cosa ne pensa l’autore
Caterina Lenti

Caterina Lenti - Non ci sono davvero parole per descrivere l'accaduto. Di quale reato dovrà rispondere l'uomo che ha investito, provocando la morte del piccolo Anas, di soli 3 mesi? La giustizia deve fare il suo corso, per forza. Intanto, un forte grazie ai 2 infermieri, eroi in terra, che hanno fatto di tutto per salvargli la vita.

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