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Padova, al "Due Palazzi" arriva la lettera di Papa Francesco

Il coro del carcere di Padova ha inviato una lettera al Papa. E Francesco ha risposto, destando un momento di gioia e commozione tra i detenuti e i volontari che sperano un giorno di cantare per il lui.

Cronaca
Pubblicato il 14 novembre 2017, alle ore 17:55

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Padova, al "Due Palazzi" arriva la lettera di Papa Francesco
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Con un sorriso capace di coinvolgere chiunque, Armand David, il 40enne detenuto-pasticciere, ha tirato fuori dalla tasca una busta esclamando: “Ci ha risposto, si è messo alla scrivania e ha voluto scriverci a mano la sua risposta!“. Il messaggio, per il Coro Due Palazzi di Padova, è scritto di pugno con la stilografica su cartoncino bianco-crema, porta il timbro papale, ed è firmato a mano “fraternamente, Francesco“. 

Il sogno di Armand e degli altri componenti del coro sarebbe quello di andare a cantare a Roma in sala Nervi per Francesco. Papa Francesco è prossimo al suo 80mo compleanno, il 17 dicembre, e questo sarebbe un gran regalo per loro e per lui. Ma loro, i detenuti, sarebbero felici anche di cantare per lui al Due Palazzi di Padova, solo se Papa Francesco li visitasse…

Tutto è cominciato un mese fa, su un foglio di carta strappato male. Durante una prova di canto, Armand racconta che andrà a Roma con don Marco Pozza, per partecipare alla trasmissione sul “Padre Nostro”, che sarebbe poi andata in onda su Tv2000. Chissà, affermò Armand, “magari ci scappa un incontro con Francesco“. Così, in fretta, su un foglio mal strappato, i coristi hanno buttato giù una lettera per il Papa, tra loro anche molti mussulmani.

Caro Francesco, siamo il coro Due Palazzi di Padova…. “. Seguono poche righe di ringraziamento per quanto sta facendo, manifestando la speranza di poter un giorno cantare per lui e concludono con “un caro saluto e un abbraccio“. E, davvero, Armand ha incontrato il Papa, come lui stesso ha raccontato: “Ero nello studio del Papa, prima con don Pozza e poi soli io e lui”. Il Papa ha pregato insieme a lui, per sua mamma che sta male. Poi, Armand ha tirato fuori la lettera del coro e gliel’ha letta. Il Papa a quel punto si è seduto a un tavolo, e ha cominciato a scrivere.

Il Papa ha così risposto: “Al coro Due Palazzi di Padova. Ringrazio la lettera che mi avete mandato…”, seguono altre riflessioni, i ringraziamenti e il saluto carico di preghiera, “Fraternamente, Francesco“. Giulia Prete, 35enne che da due anni dirige il coro e ha assistito alla lettura della lettera, ha raccontato la grande emozione vissuta: “Il carcere è il luogo dell’imprevisto e dell’indeterminato: tenere assieme un gruppo per cantare è una grande sfida. E una soddisfazione: il gruppo si è affiatato e stiamo facendo un bel lavoro“.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - A volte non importa cosa dobbiamo dire, quale profondità abbiano i nostri pensieri o le nostre parole. Ma è importante che qualcuno ci ascolti, ci dia retta. È importante che qualcuno agganci il nostro pensiero e, nel pensiero, la nostra persona che ha sempre bisogno dell'altro. Ecco, sapere che il Papa ha letto, ha considerato, il messaggio del coro del carcere, penso sia un'esperienza positiva, capace di dare energia, vita. Per il fatto in sé.

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