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Oristano, senegalese getta a terra la bimba di 2 mesi: violenze anche contro la moglie

È stata disposta la custodia cautelare in carcere per un senegalese 40enne che ha tentato di uccidere la figlia di 2 mesi e ha picchiato ripetutamente la moglie anche durante la gravidanza.

Cronaca
Pubblicato il 19 aprile 2019, alle ore 10:42

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Oristano, senegalese getta a terra la bimba di 2 mesi: violenze anche contro la moglie

Era il 19 marzo scorso quando un senegalese 40enne residente ad Oristano, è stato condotto presso il carcere di Massama accusato di resistenza a pubblico ufficiale, ma solo in questi ultimi giorni le indagini svolte dalla Mobile hanno portato alla luce una serie di violenze familiari a danno della moglie che ne porta ancora i segni sul proprio corpo.

L’aggressione più grave è avvenuta il giorno del suo arresto, quando l’uomo ha strappato dalle braccia della moglie la figlia di appena 2 mesi, gettandola poi a terra da un’altezza di un metro e mezzo che si sarebbe potuta rivelare fatale per la neonata. Dopo il terribile gesto, ha picchiato la moglie, fino ad inseguirla in strada durante il suo tentativo di fuga. Ad essere stato essenziale per la sopravvivenza della donna, un vicino di casa che ha allertato le forze dell’ordine.

Tentato omicidio della figlia e violenza domestica

Tentato omicidio aggravato della figlia di appena due mesi, e lesioni personali e maltrattamenti contro la moglie, aggravati dall’utilizzo di oggetti atti ad offendere e dall’essere avvenuti in parte in presenza dell’altra figlia di 6 anni. Queste sono le accuse che hanno fatto sì che la squadra mobile della questura, coordinata dalla Procura della Repubblica locale, confermassero la custodia cautelare in carcere di un senegalese 40enne, residente ad Oristano senza alcun permesso di soggiorno.

L’arresto dell’uomo è avvenuto il 19 marzo scorso, ma le prove che sono emerse in questi giorni testimoniano una serie di maltrattamenti familiari che vanno avanti da anni e mai denunciati dalla moglie, sua connazionale e residente in Italia in modo regolare. La donna, così come ha testimoniato successivamente, veniva quotidianamente picchiata dal marito principalmente per questioni di soldi. L’uomo infatti era solito chiedere alla moglie il denaro per poi andare a giocare alla sala slot. Il 40enne ha picchiato la moglie anche con degli oggetti, così com’è stato riportato in un episodio in cui l’uomo ha rotto una bottiglia di vetro sul volto della moglie, provocandole una cicatrice tutt’ora evidente.

La squadra mobile ha trovato numerosi referti della donna presso il pronto soccorso di Oristano, ed alcuni di questi testimoniano anche di una violenza avvenuta a gennaio scorso, quando la vittima si trovava all’ottavo mese di gravidanza. A causa dell’aggressione avvenuta, la donna si è trovata costretta a partorire d’urgenza. Dalla nascita della neonata è poi avvenuta l’ultima violenza, che ha condotto il 40enne in carcere dov’è tutt’ora recluso. La mamma e la bambina, dopo quest’ultimo episodio, sono rimaste per cinque giorni in osservazione presso l’ospedale della città, e poi dimesse.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Una storia di violenze che vanno avanti da anni e che la vittima non ha mai avuto il coraggio di denunciare. Fortunatamente ora l'uomo è in carcere e non potrà più nuocere alla salute e alla vita della donna, e la piccola potrà ora avere una vita normale accanto alla sua mamma.

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