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Operata all’alluce valgo, muore la stessa sera, accade a Mantova

Una donna di Mantova esegue un'operazione all'alluce valgo, ma al ritorno a casa muore. Un malore le ha tolto la vita, e adesso sta al giudice decidere se è il caso di dar corso alle indagini. Disposta l'autopsia della donna

Cronaca
Pubblicato il 8 aprile 2014, alle ore 07:44

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Operata all’alluce valgo, muore la stessa sera, accade a Mantova

Una donna di Buscoldo, frazione in provincia di Mantova, è stata dimessa dall’ospedale dopo aver eseguito un intervento per la correzione dell’alluce valgo, ma la sera stessa del ritorno a casa è morta in seguito ad un malore. La donna si chiamava, Marianna Ganzerli, aveva 41 anni, e lavorava proprio nell’amministrazione della clinica privata dove aveva fatto l’intervento, la clinica San Clemente di Mantova. Inspiegabile la morte della donna, che stava bene dopo essere uscita dall’ospedale, tanto che i medici avevano deciso di dimetterla il giorno dopo l’intervento, visto che tutto era andato perfetto.

Adesso sono i familiari della donna che vogliono una risposta certa che spieghi l’accaduto, tanto che hanno presentato una denuncia per accertare le condizioni della donna e verificare i passaggi dell’intervento che ha subito. Il giudice ha aperto il caso e ha disposto l’autopsia della donna: dai risultati saprà se procedere contro  possibili colpevoli oppure se invece la donna sia morta per altre cause, che non hanno niente a che vedere con l’operazione.

Il sospetto è che siano intervenuti delle complicazioni interne successive all’intervento, e forse è stato presto dimettere la donna a poche ore dall’operazione. La donna è stata sottoposta all’intervento mercoledì scorso, ed è morta giovedì, poche ore dopo il suo rientro a casa, ma la notizia è stata resa nota solo oggi. L’autopsia della donna è stata fissata dal giudice per martedì prossimo, e solo dopo potrà verificare la causa della sua morte, oppure decidere se archiviare il caso.

A volte gli interventi di routine si trasformano in casi più complicati, che forse neanche i medici riescono a prevedere, ma un controllo maggiore ed un’assistenza più continuativa riuscirebbe a risolvere in positivo molte situazioni. Se la signora Marianna fosse rimasta in clinica qualche altro giorno forse sarebbe ancora tra noi, ed il malore che l’ha sopraggiunta sarebbe stato preso in tempo per salvarla. I familiari non si danno pace, e vogliono sapere la verità. Verità che non restituirà certamente la loro amata, ma farà luce su responsabilità o altri motivi che hanno portato via la donna, ancora molto giovane e che non soffriva di altre patologie.

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