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OMS: morbillo e rosolia da eradicare entro il 2015

Eliminazione morbillo e rosolia in Europa: questo l'obiettivo fissato dall'OMS da raggiungere entro il 2015. L'Italia aderisce al Piano di prevenzione ma ancora non invia all'OMS i propri dati

Cronaca
Pubblicato il 8 aprile 2014, alle ore 18:28

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OMS: morbillo e rosolia da eradicare entro il 2015

L’Italia è uno dei 53 paesi che hanno aderito al Piano di prevenzione a livello europeo ideato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’eliminazione dei casi di morbillo e di rosolia, ma ad oggi non ha ancora comunicato all’OMS il nominativo dei membri della Commissione incaricata del monitoraggio del Piano, quindi, non ha ancora inviato i propri dati.

E’ quanto emerso durante il Congresso dell’OMS, tenutosi il mese scorso ad Antalya, in Turchia, per un aggiornamento sullo stato della campagna di vaccinazione e prevenzione delle due patologie nei singoli Stati dell’UE.

Eradicare il Morbillo e la Rosolia è un obiettivo da raggiungere entro il 2015; lo ha stabilito l’OMS che per questo ha appositamente formato una Commissione Internazionale per il controllo dei programmi di prevenzione.

Detta Commissione è presieduta dalla professoressa Susanna Esposito, la quale sottolinea: “In Italia e in altri Paesi europei il morbillo e la rosolia sono malattie ancora pericolose. Per raggiungere l’obiettivo dell’OMS di eliminare morbillo e rosolia entro il prossimo anno ed eguagliare gli ottimi esempi di Stati Uniti e di alcuni paesi dell’America Centrale ogni Paese che ha aderito al Piano di Prevenzione dovrà dimostrare un livello di copertura vaccinale pari o maggiore del 95 per cento. Morbillo e rosolia potranno considerarsi malattie eliminate solo quando si constaterà la completa scomparsa di casi delle due malattie per un periodo di almeno 36 mesi dall’ultimo caso conosciuto”. “Inoltre – afferma la Esposito – sarà importante che la copertura delle vaccinazioni arrivi anche ai soggetti di età adulta suscettibili (non vaccinati e che non hanno contratto le malattie), ai gruppi etnici minoritari, ai nomadi, alle popolazioni isolate o alle persone che per motivi religiosi o di filosofia di vita rifiutano le vaccinazioni”.

Ogni Paese aderente al Piano dovrà dimostrare che almeno il 95% di tutti i soggetti di età inferiore ai 40 anni sia stato vaccinato con due dosi di vaccino.

Nel nostro paese il vaccino contro il morbillo, rosolia e parotite (c.d. Trivalente) non è tra quelli considerati obbligatori dal sistema sanitario nazionale, ma è spesso raccomandato dai pediatri: vengono sottoposti alla prima dose del vaccino i bambini dopo il compimento dell’anno (entroil 15 mese); mentre la seconda è prevista a 5-6 anni.

Il vaccino MPR è una miscela di virus vivi resi inoffensivi e sicuramente ha salvato la vita a moltissime persone, ma i fatti di cronaca confondono e rendono tanti genitori sempre più dubbiosi sull’opportunità di vaccinare i propri figli.

Come scrive Eugenio Serravalle, pediatra e autore del libro “Bambini super-vaccinati”, “sempre più spesso si ha notizie di sentenze che mettono in relazione gravi patologie con le vaccinazioni, una prassi sanitaria che può essere pericolosa se praticata in maniera superficiale, capace di trasformare profondamente la vita di un bambino e della propria famiglia”.

Basti citare la sentenza del Tribunale di Rimini del 15 marzo 2012, nella quale si legge che un bimbo di 15 mesi “è stato danneggiato da complicanze irreversibili a causa di vaccinazione (profilassi trivalente MPR)” e che, pertanto, ha attribuito ai famigliari il diritto all’indennizzo previsto dalla legge.

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