Iscriviti

Omicidio Yara: è morta Ester Arzuffi, madre di Massimo Bossetti

Ester Arzuffi era malata da tempo e si è spenta all'ospedale di Ponte San Pietro. Viveva a Terno d'Isola, in provincia di Bergamo e ha sempre sostenuto l'innocenza del figlio, Massimo Bossetti.

Cronaca
Pubblicato il 30 aprile 2018, alle ore 17:54

Mi piace
5
0
Omicidio Yara: è morta Ester Arzuffi, madre di Massimo Bossetti

Se ne è andata all’età di 71 anni a causa di un male incurabile che non le ha lasciato scampo. Ha lottato con le unghie e con i denti per sostenere l’innocenza del figlio Massimo Bossetti, coinvolto nell’omicidio di Yara Gambirasio e ritenuto il solo colpevole dell’atroce delitto della tredicenne di Brembate di Sopra, scomparsa quel maledetto 26 novembre 2010 e trovata senza vita tre mesi dopo in un campo a Chignolo d’Isola. L’uomo è stato identificato grazie a test del DNA.

Si è venuto così a sapere che Bossetti era il figlio illegittimo, nato dalla relazione dell’Arzuffi con Giuseppe Guerinoni l’autista di autobus di Gorno scomparso nel 1999. Questo avvenimento è sempre stato negato da Ester, la quale ha sostenuto fino all’ultimo, di non aver avuto alcuna relazione clandestina con Guerrinoni, ma la scienza dice ben altro.

Proprio per questa ragione Massimo Bossetti è stato arrestato e ora è in attesa del processo in Cassazione che comincerà il 12 ottobre. A questo punto Ester, ha cercato di giustificare i risultati del DNA adducendo la scusa dell’inseminazione artificiale, praticatale dal ginecologo che l’aveva in cura, senza che lei lo sapesse. Un racconto un po’ bislacco che le procurò anche una denuncia per diffamazione dai famigliari del medico in questione.

L’ultimo desiderio della madre di Bossetti

I legali dell’uomo fanno sapere che sono intenzionati a chiedere un permesso speciale che possa consentirgli di prendere parte ai funerali della madre, che si terranno in forma privata. Bossetti aveva avuto la possibilità di andare a trovare la madre durante la sua malattia, “Voglio vedere Massimo“, questo il suo desiderio confidato all’avvocato Claudio Salvagni, il 18 aprile, e così è stato grazie ai permessi prontamente rilasciati. “Massimo ringrazia la polizia penitenziaria per averlo lasciato con la madre un’ora e mezza ogni volta“, fa sapere l’avvocato.

Anche il padre di Bossetti è scomparso dopo l’arresto del figlio. Ora Bossetti ha perso anche l’altro genitore e sta aspettando la risposta per sapere se potrà darle l’ultimo saluto, come gli era stato concesso ai tempi del funerale del padre.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Cristina Giuli

Cristina Giuli - Siamo essere umani e dispiace sempre leggere notizie del genere. La morte di un genitore è una inevitabile sofferenza. Quella di un figlio è un'innaturale sofferenza e proprio per questa ragione è devastante più di ogni altro dolore che si possa provare nella vita. Proprio perché innaturale, a volte, sembra impossibile poter sopportare una devastazione di quella portata.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!