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Omicidio Lorys Stival, il racconto del padre: "Quando ho detto a mio figlio che la mamma aveva ucciso il fratellino"

E' uscito il libro del padre del piccolo Lorys Stival, ucciso a soli 8 anni, nel Novembre 2014 a Santa Croce Camerina. Accusata di avere commesso l'omicidio la madre Veronica Panarello.

Cronaca
Pubblicato il 7 febbraio 2018, alle ore 18:00

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Omicidio Lorys Stival, il racconto del padre: "Quando ho detto a mio figlio che la mamma aveva ucciso il fratellino"

Il piccolo Lorys Stival fu brutalmente ucciso il 29 Novembre del 2014, a soli 8 anni. I riflettori oggi si riaccendono su questa storia, perché a parlare è il padre di Lorys – Davide Stival – che, in un libro, racconta la storia della morte di suo figlio e l’arresto di Veronica Panarello, moglie e madre dei suoi due figli. Il libro dal titolo “Nel Nome di Lorys” è stato scritto in collaborazione con Simone Toscano (giornalista di Quarto Grado) e l’avvocato Daniele Scrofani.

Nel lbro, Davide Stival racconta il momento in cui si è ritrovato a dover dire al suo figlio più piccolo (3 anni al momento dell’omicidio) la verità su Lorys. Come riporta La Repubblica, un giorno, circa due anni dopo quel tragico omicidio, mentre Davide e il figlio tornavano dal cimitero, dove avevano portato un giocattolo sulla tomba di Lorys, il fratellino di quest’ultimo gli chiede: “Papà, come è morto Lorys? Chi è stato?”.

Il padre ha sentito il bisogno di raccontare la verità anche se molto cruda, scegliendo le giuste parole: “La polizia ha fatto delle indagini, ha guardato i filmati delle telecamere e ha scoperto che la mamma un giorno non l’ha accompagnato a scuola. Da qui si è capito che forse è stata lei a fargli del male“.

Parole necessarie, ma difficili quelle raccontate nel libro da Davide Stival. Una storia dolorosa e drammatica vissuta da un padre che ha perso la cosa a lui più cara, in un modo crudele, da chi gli aveva dato la vita. Il testo racconta il momento dal delitto all’arresto di Veronica Panarello. Lo schock di un bambino piccolo, nello scoprire che la mamma ha fatto del male al suo fratellino; scioccato al punto che, come riporta La Repubblica, il bambino – in occasione della Festa della Mamma – disegna la sua famiglia, composta da una figura nera con in mano un coltello e un bambino in una pozza di sangue.

Il disegno dimostra come dopo la notizia accolta in silenzio, il bambino abbia elaborato dentro di sé questa notizia sconvolgente. Alla domanda degli psicologi e del padre di raccontare ciò che Diego ha disegnato, il bambino ha aggiunto la figura di un poliziotto con una pistola verso la figura nera; poi, come racconta il padre: “Poi l’ha preso e mi ha detto: ‘Adesso non sono più triste’. E ha continuato disegnando una nuova famiglia, composta da lui, da me (papà) e dagli zii, una casa e un arcobaleno“.

Il piccolo Diego ha superato la tragedia che lo ha colpito grazie all’affetto della famiglia e all’aiuto degli psicologi. In merito alla sentenza recente, che ha visto togliere la potestà genitoriale a Veronica, l’ex marito Davide Stival dichiara: “A Diego non manca nulla, per ora sono io a pensare a lui. A lui sono rimasto io e a me è rimasto lui: siamo noi due. A Veronica voglio solo dire che ha distrutto tutti, compresa se stessa. E che per colpa sua purtroppo nulla potrà mai tornare come prima“.

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Cosa ne pensa l’autore
Serena Spaventa

Serena Spaventa - Leggere solo poche parole di questo libro, già è stata per me una sofferenza atroce. Determinate parole fanno capire come oltre a spezzare una vita, questi gesti influiscano sulle persone intorno alla vittima e al carnefice. Questo piccolo bambino sarà costretto con il crescere dell'età a convivere sempre di più con il fatto che suo fratello è stato ucciso dalla madre.

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