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Omicidio Isabella Noventa, è il giorno della verità: oggi la sentenza della Cassazione

Ricordiamo tutti l'efferato omicidio di Isabella Noventa che vede imputati i fratelli Sorgato e Manuela Cacco. Oggi è il giorno della verità in quanto si attende la sentenza della Cassazione.

Cronaca
Pubblicato il 18 novembre 2020, alle ore 13:52

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Omicidio Isabella Noventa, è il giorno della verità: oggi la sentenza della Cassazione

Ricordiamo tutti il caso di cronaca nera riguardante la povera Isabella Noventa, la segretaria di Albignasego, uccisa tra il 15 e il 16 gennaio del 2015 a Noventa Padovana, in provincia di Padova. 

Isabella aveva un appuntamento con Freddy Sorgato, ex ballerino, oggi detenuto nel carcere di Padova con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere, per trascorrere una romantica serata nella villa di proprietà dell’uomo ma sarebbe stato proprio lui ad ucciderla in quanto la presenza della donna, nella sua vita, era ormai indesiderata. 

La sorella Deborah Sorgato, attualmente rinchiusa nel carcere femminile della Giudecca a Venezia per concorso in omicidio, avrebbe colpito la Noventa alla testa con un martello, per poi soffocarla con un sacchetto di plastica sul capo.

A quel punto, i due fratelli, con la complicità di Manuela Cacco, avrebbero occultato il cadavere, agendo con fermezza e complicità, al fine di eliminare e poi far sparire il corpo di Isabella. 

La figura dell’ex tabaccaia di Camponagara è centrale in quanto non si tratta solo dell’ex amante di Freddy e di colei che viene immortalata in un video che la ritraeva passeggiare nella piazza di Padova, con addosso il giaccone della vittima. La Cacco è la testimone di quello che tutti e tre avrebbero commesso nei confronti della vittima. 

Il ritrovamento delle ossa accende una speranza nei familiari 

A dare una piccola speranza ai familiari e agli amici più stretti di Isabella è stato il ritrovamento di alcuni resti ossei, ad agosto, sulla spiaggia di Albarella, in provincia di Rovigo.

Secondo le prime analisi svolte sui resti rinvenuti, da parte del medico legale Marinelli e dell’anatomopatologo di Rovigo, le ossa non appartenevano a Isabella. La mandibola, in particolare, appartiene ad un uomo adulto, mentre le altre sono ossa di animali. 

Anche Paolo Noventa, fratello della vittima, sin da subito resosi conto della non appartenenza della mandibola alla sorella, aveva affermato: “Spero che questo ritrovamento possa portare all’identificazione e dare pace ad un’altra famiglia anche se non è la nostra“, aggiungendo: “Non ho mai creduto che il corpo di mia sorella sia finito nel Brenta. Secondo me è stato solo un depistaggio di Freddy Sorgato per non farla trovare“.

Oggi la sentenza della Cassazione

Finalmente oggi, 18 novembre 2020, la sentenza della Cassazione ci saprà dire la verità. La Suprema Corte sarà chiamata ad esprimersi in merito alla condanna a 30 anni di carcere formulata contro gli imputati Freddy e Deborah Sorgato, confermata in appello, rispettivamente con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere e concorso in omicidio; oltre che su Manuela Cacco, che rischia 16 anni di reclusione con l’accusa di complicità.

Le prove sono schiaccianti“, afferma Paolo Noventa e, sul tentativo dei legali di Freddy di aggiungere la presenza di un quarto uomo, proprio non ci sta, in quanto “Non si può difendere chi è indifendibile”

Stasera il caso Isabella Noventa verrà trattato approfonditamente nella trasmissione di Rai 3 “Chi l’ha visto?”. 

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Cosa ne pensa l’autore
Caterina Lenti

Caterina Lenti - Speriamo che giustizia sia fatta e che Isabella Noventa possa riposare in pace. Di certo nessuno potrà riportarla in vita, né il tempo lenire l'atroce dolore dei suoi familiari e degli amici più stretti. Speriamo che i colpevoli paghino a caro prezzo l'efferatezza del reato commesso nei confronti della povera segretaria di Abignasego.

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