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Roma

Omelia di Papa Francesco nel primo giorno dell’anno, bloccato per una sciatalgia

Il Cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin ha letto, questa mattina, 1 gennaio 2021, l'omelia preparata da Papa Francesco per la Solennità di Maria SS.ma Madre di Dio

Cronaca
Pubblicato il 1 gennaio 2021, alle ore 15:35

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Omelia di Papa Francesco nel primo giorno dell’anno, bloccato per una sciatalgia

Benedire, nascere e trovare” sono i tre verbi su cui Papa Francesco ha costruito la sua omelia per questo primo giorno dell’anno 2021 che lo vede fermo a causa di una sciatalgia come comunicato ieri dal direttore della Sala Stampa, Matteo Bruni.

Benedire è il primo verbo tratto dal Libro dei Numeri, nel passo in cui il Signore chiede ai ministri sacri di benedire il suo popolo: “Benedirete gli Israeliti: direte loro: ‘Ti benedica il Signore'” (6,23-24). Non è un’esortazione quella che il Signore fa, ma una richiesta ben precisa, ha scritto Papa Francesco. Anche oggi i sacerdoti sono chiamati a benedire instancabilmente il Popolo di Dio così come tutti i fedeli devono sentirsi portatori di benedizione.

Nella Genesi si legge che Dio dopo aver creato ogni cosa l’ha benedetta dicendo “bene di ogni cosa” e anche di noi ha detto “molto bene” ha ricordato il Papa. Gesù, Figlio di Dio, è “la benedizione di Dio“, lui, “il Benedetto per natura“, “viene a noi attraverso la Madre, la benedetta per grazia“. Di qui l’invito di Francesco ad accogliere Maria, come la cugina Elisabetta, che di lei disse: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!” (Lc 1,42). Accogliendo Maria, siamo benedetti e impariamo a benedire.

Il Papa, nella sua riflessione, ancora una volta è tornato sul tema di un mondo gravemente inquinato dal dire e pensare male di ogni persona, cosa e persino di se stessi, atteggiamento che corrompe e degenera tutto, al contrario della benedizione che invece rigenera e dà la forza per ricominciare ogni giorno. Questo è un dono di grazia da chiedere alla Madre di Dio.

Il secondo verbo considerato da Papa Bergoglio, nascere, è tratto dalla lettera ai Galati di San Paolo in cui si dice che il Figlio di Dio è “nato da donna” (Gal 4,4), ossia “il Signore è nato come noi“. In Maria ha trovato il grembo in cui lasciarsi “tessere l’umanità“. Grazie a Maria l’umanità è per sempre unita a Dio. Intravediamo così “la strada che Dio ha percorso per giungere a noi“, la stessa che noi siamo chiamati a percorrere per arrivare a Lui. Dio non è un’idea, ma una realtà: egli si è incarnato in Maria che lo ha pazientemente atteso, come le donne sanno fare e ora anche noi possiamo incontrarlo percorrendo la strada della tenerezza, dell’intimità, della carne. 

Maria, ricorda il Vangelo odierno “custodiva tutto nel cuore” (cfr Lc 2,19) qui, nel cuore, nasce il bene. Per questo è importante mantenere il cuore pulito nella custodia della vita interiore attraverso anche la preghiera! Il nostro cuore va educato alla cura delle persone, del mondo e del creato. Conoscere tante persone senza averne cura, senza averle a cuore, serve a poco. Iniziamo il nuovo anno conoscendo il significato di “nuove cure” e di speranza nel “vaccino del corpo”, ma non dimentichiamo che il vaccino per il cuore è la cura.

Trovare è il terzo verbo dell’omelia odierna di Papa Francesco, letta dal Card. Pietro Parolin. Nel Vangelo si legge che i pastori “trovarono Maria e Giuseppe e il bambino” (v. 16). Nulla di spettacolare. Eppure proprio nella semplicità della famiglia scoprirono Dio: la sua grandezza nella piccolezza, la sua fortezza nella tenerezza. I pastori trovarono Gesù grazie a un angelo, così noi lo abbiamo trovato per grazia.

Solo la grazia poteva farci scoprire “che il suo perdono fa rinascere, che la sua consolazione accende la speranza, e la sua presenza dona una gioia insopprimibile” ha scritto Papa Francesco. Ora che l’abbiamo trovato dobbiamo impegnarci a non perderlo mai di vista, anzi come i pastori anche noi dobbiamo stare in movimento trovando il “tempo per Dio e per il prossimo” in particolare per le persone sole e nella sofferenza. Nel regalare tempo agli altri “saremo stupiti e felici, come i pastori“. A Maria, Madre di Dio, consacriamo il nuovo anno.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Mi ha sempre stupito il mistero di Dio che si fa uomo e in un bambino. I piccoli hanno bisogno di tutto e Lui, Figlio di Dio, chiede di essere intessuto d'umanità, fatto crescere e accudito dagli uomini. Lo stesso finisce inchiodato sulla croce. La sua forza, la sua grandezza non è l'onnipotenza, ma l'amore.

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