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Nozze gay a Bologna: è scontro tra sindaco e prefetto

Parte oggi la trascrizione sui registri dello stato civile dei matrimoni gay contratti all'estero. Sodano invita il sindaco Merola ad annullare la disposizione del 30 giugno. Merola intende andare avanti

Cronaca
Pubblicato il 15 settembre 2014, alle ore 22:39

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Nozze gay a Bologna: è scontro tra sindaco e prefetto

Scoppiano le polemiche a Bologna proprio nel giorno in cui il comune si accinge a registrare le nozze gay, di coppie che si sono sposate all’estero. C’è uno scontro acceso tra il prefetto Ennio Mario Sodano e il sindaco Virginio Merola, a cui chiede di annullare la disposizione approvata il 30 giugno che permetteva di dare corso alla trascrizione sui registri dello stato civile.

Il sindaco, contrario a quanto ordinato dal prefetto, ha intenzione di continuare sulla strada intrapresa, e replica: “La nostra è una battaglia di civiltà, per cui non revoco il provvedimento. Se riterrà opportuno, interverrà il prefetto“, aggiungendo che Sodano era stato già avvisato della normativa. Inoltre, il sindaco Merola aggiunge: “Questo non è un tema del prefetto, ma risponde a indirizzi ministeriali. E’ la conferma che c’è una discordanza tra le norme europee e quelle del nostro paese. Questa circostanza dovrebbe convincere il Parlamento ad approvare una legge per dare certezza del diritto a queste persone”.

A comunicare la disposizione del prefetto era stata la consigliera comunale NCD a Bologna, Valentina Castaldini, che dichiara: “Le nozze gay contratte all’estero non si possono registrare, me lo conferma una lettera del prefetto, arrivata in comune venerdì sera e protocollata questa mattina”.

Tra le prime coppie a registrarsi figurano il senatore del PD Sergio Lo Giudice, assieme al marito Michele Giarratano e al figlioletto Luca, nato da una madre surrogata. Lo stesso Lo Giudice ha commentato la questione dicendo che, anche se Sodano non lo vuole ammettere, questi matrimoni sono avvenuti e non si possono mettere in discussione.

L’associazione Arcigay è a sostegno del sindaco, e Vincenzo Branà, presidente del circolo di Bologna “Il Cassero”, dichiara: “Risparmiateci la vostra doppia morale, la vostra retorica polverosa e cialtrona, i muri che rendono ottusa la vostra mente. Trovatevi piuttosto qualcuno che vi faccia sentire speciale: solo quel giorno inizieremo a parlare la stessa lingua”.

Contro il sindaco, il consigliere comunale di Fi, Marco Lisei, che invita Merola a fare un passo indietro sulla registrazione delle nozze gay all’estero, con un imperativo: “Faremo un esposto alla Corte dei Conti, stante che istituire un registro ha un costo amministrativo che, seppur contenuto, non è legittimo.

Il problema è scottante e delicato. La Curia di Bologna per il momento si tiene fuori; Monsignor Giovanni Silvagni, Vicario generale di Bologna, sostiene che le posizioni della Chiesa a riguardo erano già chiare anche in passato, ovviamente quindi contrarie.

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