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Nonno Felicino e la sua licenza media a 98 anni

Salvatore Piredda, 98 anni tra un mese ed un grande sogno: a lui viene consegnata la licenza media, ottenuta con il massimo dei voti. Rimpianti? Solo uno: non potersi iscrivere alle superiori per problemi di vista.

Cronaca
Pubblicato il 22 giugno 2019, alle ore 13:28

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Nonno Felicino e la sua licenza media a 98 anni

Questa è la storia di Salvatore Piredda, che all’età di quasi 98 anni, ha avuto il coraggio di dire sì al proprio sogno: studiare. Prima la guerra, poi il lavoro in miniera e quello in fabbrica, e ancora la mansione di meccanico e tassista, gli avevano impedito di farlo. Ma Nonno Felicino non ha mai smesso di essere affascinato dall’idea di poter frequentare le lezioni.

E così, il settembre scorso, grazie all’aiuto di una dei suoi tre figli, Sandra, è riuscito a mettersi in contatto con l’istituto comprensivo statale di Arbus nel Sud della Sardegna, dove risiede, e dopo aver ottenuto un colloquio ha iniziato a frequentare le lezioni tre volte alla settimana con una mirabile gratitudine nei confronti degli insegnanti, i quali, a suo dire, sono stati in grado di “farlo ringiovanire”.

Sicuramente è stato un percorso molto arricchente, alla fine del quale l’uomo ha voluto ricordare le parole del padre che, convinto che sarebbe stato meglio se il figlio avrebbe continuato a lavorare, descriveva la scuola come una vera e propria perdita di tempo.

Nonostante il duro ricordo di quanto il padre era solito affermare davanti a lui rispetto alla scuola, Salvatore Piredda ha deciso di intraprendere ugualmente il percorso scolastico, anche grazie alla promessa fatta alla moglie Maria, di cui appena otto anni fa è rimasto vedovo.

In questo mese di giugno ha sostenuto le prove d’esame al fine di raggiungere la licenza media e, quando gli è estato chiesto se fosse emozionato, lui ha risposto: “Assolutamente no, per niente. Purtroppo la vista non mi consentirà di iscrivermi alle superiori. Peccato, volevo il diploma di perito meccanico, per me finisce qua, ma è stato un anno indimenticabile”.

Alla prova orale, che ha visto presenti tutti i suoi compagni di classe, ha parlato degli armamenti italiani nella Seconda Guerra Mondiale, argomento che sicuramente non l’ha visto vacillare, dati i suoi trascorsi. L’esame si è concluso con un applauso e con la promozione con il massimo dei voti.

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Cosa ne pensa l’autore
Rosy Manganelli

Rosy Manganelli - Leggo nella storia di quest'uomo il coraggio di mettersi in gioco, di sfidare i propri limiti e ogni tipo di stereotipo; devono caratterizzarlo un'incredibile e ammirevole tenacia e un grande amore per il sapere. Tale forza probabilmente gli ha permesso di comprendere che invecchiare non significa rammollirsi e che la passione può condurre ai migliori risultati.

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