I cosiddetti “furbetti” si trovano un po’ ovunque. Vanno da chi finge di essere cieco ingannando la sanità sino ai finti invalidi ma anche coloro che, pur andando al ristorante, adducono una scusa per non pagare. Una donna, a Vigevano, a dicembre si è recata al ristorante ma, al momento del conto di 70 €, ha ammesso di non avere con sé il portafoglio per pagare. Fingendo di averlo dimenticato a casa non è più tornata.
Un gesto che però non è finito ma che ha avuto delle pesanti conseguenze dal momento che la donna, anche grazie alle telecamere, è stata sorvegliata e denunciata per insolvenza fraudolenta. Il problema vero è scattato dopo. A seguito del daspo, la donna, per un anno, è stata bandita dai ristoranti della provincia di Pavia.
Noto come daspo gastronomico è un decreto legge del 20 febbraio 2017 numero 14 che vieta l’accesso a ristoranti, bar, ecc. a tutte quelle persone, quei clienti che commettono reato (non pagando il conto in questo caso) per cui arrecano dei problemi all’ordine pubblico soprattutto nei luoghi di aggregazione e negli spazi pubblici, in generale.
Uno strumento che trova già la sua applicazione in passato, in quanto accaduto a seguito di r@sse o anche alterchi nei locali. Il punto è capire se sia corretto applicarlo anche in questo caso. Innanzitutto è bene dire che non pagare un bene di consumo costituisce un reato ma forse la pena inflitta, in questo caso,è eccessiva.
Nel caso della signora in questione bisognerebbe studiare il suo comportamento in passato e capire se sia trattato di un episodio sporadico o frequente. Il caso della signora, della cliente che non paga si accumula a quello di molti altri per cui il mondo della ristorazione va in perdita. Oggi, poi, con le riprese dei social è anche più facile riuscire a trovare i responsabili per via della geolocalizzazione.