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Non ci sono voli: ragazzo palermitano torna in bicicletta dalla Polonia

Pietro Terranova, studente 25enne di Palermo che durante la quarantena si trovava in Polonia dove partecipava al progetto Erasmus, ha deciso di mettere in atto la sua coraggiosa sfida: tornare nella sua Sicilia in bicicletta.

Cronaca
Pubblicato il 7 luglio 2020, alle ore 13:31

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Non ci sono voli: ragazzo palermitano torna in bicicletta dalla Polonia

L’idea tirata in ballo quasi per scherzo durante la quarantena si è tramutata in realtà. Pietro Terranova, studente 25enne di Palermo rimasto bloccato in Polonia durante il lockdown, ha infatti deciso di dare seguito alla sua sfida personale: tornare nella sua Sicilia in sella ad una bici

Il viaggio, lungo più di 2.700 chilometri, ha avuto inizio lo scorso 1° luglio da Lublino, città polacca al confine ucraino dove si trovava per partecipare al progetto Erasmus. L’idea di mettere in atto questa avventura, ha però preso vita molte settimane prima quando, in piena emergenza coronavirus, Pietro era alla disperata ricerca di un volo che lo potesse riportare in patria.

Costretto a rimanere fermo in Polonia, parlando al telefono con lo zio, gli è balenata l’idea di un mezzo di trasporto alternativo. Come da lui stesso fatto presente, “era il periodo in cui le compagnie aeree si erano fermate cancellando quasi tutti i voli“. In quello stesso frangente, sconfortato dall’impossibilità di riabbracciare la famiglia dopo mesi di lontananza, si è convinto che l’unica soluzione fosse quella di inforcare una due ruote a pedali. 

Così, dopo aver fatto dell’allenamento sfruttando le bici del bike sharing della zona, ne ha acquistato una nuova di zecca con tanto di forcella in carbonio e telaio in alluminio del peso di circa 9 chili. A quel punto, lo studente di ingegneria meccanica con la passione per il nuoto e la vela, ha iniziato a pedalare di buona lena. Prima di mettersi in marcia ha spedito a casa tutto quello che non gli serviva, portando con sé della biancheria intima, alcuni pantaloncini, tre magliette e l’impermeabile che lo proteggerà in caso di pioggia. 

Stando alle sue previsioni, dovrebbe arrivare a casa tra il 23 e il 25 di luglio dopo aver attraversato Polonia, Repubblica Ceca, Slovenia e Croazia. Ogni sera, una volta conclusa la sua tappa quotidiana, trova riparo a casa di studenti, oppure affitta una camera. Con una tabella di marcia che prevede di percorrere quotidianamente una media di 160 chilometri, punta a raggiungere il traghetto che lo porterà direttamente in Italia. “Arriverò ad Ancona in nave e da lì proseguirò verso sud. Adriatico o Tirreno, devo ancora decidere il tragitto da fare per arrivare a destinazione“, ha dichiarato lo studente siciliano. 

Come ha poi avuto modo di aggiungere, non è stato facile convincere la madre Rosaria, poco propensa ad appoggiarlo in questa sfida d’altri tempi. Proprio per questa ragione si è imposto di pubblicare dirette video e storie Instagram che dovrebbero tranquillizzare parenti e conoscenti. Una volta giunto in Sicilia, ha già fatto sapere che continuerà a fare escursioni nella natura. Come da lui precisato, questo genere di sfide permette di “riscoprire il piacere del viaggio e di tutto ciò che sta in mezzo tra il luogo di partenza e quello di arrivo“: tutti privilegi che in fin dei conti perdiamo viaggiando comodamente in aereo.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - In effetti Pietro ha ragione: l’aereo sarà anche comodo e veloce, ma ci priva del bello del viaggio, non dandoci la possibilità di conoscere i luoghi che attraversiamo. Affrontare però una sfida così lunga non è affatto semplice ma, se si crede nell'impresa, nulla è impossibile. Se poi si adora conoscere e visitare inedite realtà e paesaggi, la fatica sarà surclassata dal piacere di scoprire di volta in volta qualcosa di nuovo.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

07 luglio 2020 - 13:31:56

Somiglia vagamente a Messi.

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