Iscriviti
Torino

Nel Torinese, una mamma non paga la mensa e il comune nega il pulmino al figlio disabile

A Vauda Canavese (Torino), la mamma di un 12enne affetto da una malattia rara ha denunciato il comune. Siccome la donna è indietro con i pagamenti della mensa, se non salderà il debito non potrà utilizzare il pulmino necessario per portare il bambino a scuola.

Cronaca
Pubblicato il 18 marzo 2019, alle ore 13:45

Mi piace
12
8
Nel Torinese, una mamma non paga la mensa e il comune nega il pulmino al figlio disabile

A Vauda canavese, un piccolo comune in provincia di Torino, da settimane è in corso un battibecco tra il sindaco del comune e la famiglia di un dodicenne. Il litigio tra il sindaco e la famiglia è iniziato a metà febbraio, quando la mamma del ragazzino disabile ha fatto richiesta alla scuola e al comune di aiutarla a trovare un mezzo idoneo per trasportare il figlio fino a scuola.

Il ragazzino ha 12 anni, ed è affetto da una sindrome rara: a causa della sua patologia ha bisogno di un trasporto specifico e di un accompagnatore per poter frequentare le scuole medie a San Carlo Canavese. La vicenda è stata ricostruita dal quotidiano “La Repubblica”: secondo il giornale, la mamma del ragazzo ha denunciato l’amministrazione comunale.

I fatti

Il comune ha fatto sapere che la famiglia del ragazzo è indietro con il pagamento delle rette della mensa scolastica e si è visto costretto a comunicare alla famiglia che fino a che non salderà il debito della mensa, il comune non metterà più a disposizione il pulmino e l’accompagnatore per il trasporto del bambino alla scuola media. 

La donna, appresa la decisione comunale, ha deciso di procedere contro l’amministrazione gestita da Alessandro Fiorio, per ottenere il servizio di trasporto, ed evitare che il figlio rischi di perdere l’anno per le troppe assenze.

Il botta e risposta tra famiglia e sindaco

Nell’articolo del quotidiano, sono state pubblicate le versioni di entrambe le parti. Il sindaco Fiorio dichiara che “la signora ci aveva chiesto di accedere al servizio scuolabus senza fare cenno alla disabilità del figlio,  (mentre) per averne diritto è necessario essere in regola con i pagamenti passati”. Il sindaco dichiara che, siccome la donna non ha dichiarato la disabilità del figlio nella domanda presentata, hanno dovuto attenersi alle regole ma, venuti a conoscenza della situazione specifica, si sono attivati con l’ASL per risolvere il problema.

 Il sindaco dichiara di avere appena ricevuto una risposta dell’ASL in cui viene detto “se vi è un accompagnatore, lo studente può utilizzare il normale servizio scuolabus senza necessità di un mezzo particolare”.

La donna risponde alle affermazioni del sindaco dicendo: “sono una mamma con quattro bambini malati e seguita dai servizi sociali. Mi chiedo come è possibile che il comune affermi di non avere presente la mia situazione? Ho compilato la domanda per lo scuolabus e non per il trasporto disabili soltanto perché il comune era sprovvisto del modulo specifico”. La donna dichiara che, a causa di questa situazione, suo figlio non frequenta la scuola da tre settimane.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Daniela Marella

Daniela Marella - Sinceramente, trovo assurdo e paradossale che il comune dica di non essere a conoscenza della condizione del ragazzo, visto che è seguita dagli assistenti sociali che sono sempre legati al comune ed in più, quando il ragazzo frequentava le elementali nel comune, nella domanda era sicuramente specificata la disabilità. La trovo una scusa per cercare di gettare fumo negli occhi, e miliorare la pessima impressione fatta alla popolazione

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!