Nazionale femminile di cricket, accuse all’allenatore: il caso scuote la Federazione

Una giocatrice della nazionale femminile ha presentato una segnalazione contro l’allenatore Prabath Ekneligoda, dando origine a un’inchiesta che coinvolge l’ambiente del cricket italiano e la Federazione Cricket Italiana.

Nazionale femminile di cricket, accuse all’allenatore: il caso scuote la Federazione

Un caso delicato sta coinvolgendo il mondo del cricket italiano dopo la segnalazione presentata da una giocatrice della nazionale femminile, che ha raccontato episodi di comportamenti inappropriati attribuiti al proprio allenatore. La vicenda, emersa già da tempo ma tornata al centro dell’attenzione nelle ultime settimane, riguarda fatti che sarebbero avvenuti durante alcune sessioni di allenamento e che hanno portato all’apertura di un’inchiesta da parte della magistratura.

Secondo quanto ricostruito, la segnalazione è stata inizialmente indirizzata agli organi interni della Federazione Cricket Italiana, che hanno attivato le procedure previste attraverso il safeguarding officer. La documentazione è stata poi trasmessa al CONI e successivamente alla Procura di Roma, che ha avviato gli accertamenti del caso. Al centro della vicenda c’è Prabath Ekneligoda, figura di riferimento per il settore femminile e per lungo tempo allenatore della nazionale, oltre che fondatore della Roma Cricket Club, società presso cui si svolgevano parte degli allenamenti.

La giocatrice che ha presentato la segnalazione ha riferito di aver vissuto situazioni caratterizzate da pressioni psicologiche e comportamenti ritenuti inappropriati, indicando anche la presenza di altre atlete che avrebbero condiviso esperienze simili. Il racconto fa riferimento a un episodio avvenuto dopo un allenamento, quando l’allenatore si sarebbe offerto di prestare assistenza a seguito di un infortunio al ginocchio.

Secondo quanto riportato negli atti, la situazione si sarebbe poi trasformata in un contesto non conforme al ruolo tecnico ricoperto dall’uomo, generando forte disagio nella sportiva. L’inchiesta giudiziaria ha portato nei mesi scorsi alla chiusura delle indagini preliminari. L’allenatore, che nel frattempo avrebbe lasciato i propri incarichi dirigenziali, potrebbe ora dover affrontare un eventuale procedimento giudiziario qualora venisse disposto il rinvio a giudizio.

Gli inquirenti hanno raccolto testimonianze e documentazione per chiarire con precisione quanto accaduto e valutare eventuali responsabilità. La vicenda ha avuto ripercussioni anche all’interno dell’ambiente sportivo, dove il ruolo dell’allenatore era considerato particolarmente influente. Secondo quanto emerso, la sua posizione avrebbe avuto un peso rilevante nelle scelte tecniche e nelle convocazioni, elemento che avrebbe contribuito a rendere più difficile per alcune atlete esporsi apertamente.

Proprio questo aspetto è ora oggetto di attenzione, anche per comprendere se vi siano state situazioni analoghe in passato. Negli ultimi anni molte federazioni sportive hanno introdotto protocolli specifici per tutelare gli atleti e garantire ambienti più sicuri. Anche nel caso del cricket italiano, l’attivazione delle procedure interne ha rappresentato il primo passo verso l’avvio degli accertamenti. Il lavoro degli investigatori punta ora a ricostruire con esattezza i fatti e a verificare tutte le circostanze segnalate. La storia ha suscitato forte attenzione non solo tra gli appassionati di cricket ma anche nel più ampio panorama sportivo nazionale. Il caso evidenzia quanto sia importante che le atlete possano contare su strumenti efficaci per segnalare eventuali comportamenti scorretti e ottenere ascolto in tempi rapidi.

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