Naufragio con 700 corpi di migranti. Inizia il recupero al largo delle coste siciliane

Per i 700 corpi di migranti dispersi al largo delle coste siciliane durante il naufragio tristemente noto della tremenda notte del 18 Aprile, è stato dato il via al recupero. Lo ha reso noto la Marina Militare nel pomeriggio.

Naufragio con 700 corpi di migranti. Inizia il recupero al largo delle coste siciliane

Per i 700 corpi di migranti dispersi al largo delle coste siciliane durante la strage del naufragio del 18 Aprile sono iniziate le operazioni di recupero, secondo quanto reso noto dalla Marina Militare.

Il bilancio dell’immane tragedia comprende infatti oltre 700 corpi di dispersi, 24 vittime accertate e 28 superstiti salvati. L’affondamento dell’imbarcazione di origine eritrea usata per il trasporto di migranti avvenne infatti nel Canale di Sicilia. Si è trattato di una tra le più gravi tragedie nella storia del nostro mare.

L’imbarcazione naufragata era un peschereccio di nazionalità eritrea, alta più di 20 metri, mentre si trovava a largo delle coste libiche e a circa 200 km a sud dell’Isola di Lampedusa, ha inviato una richiesta di soccorso attorno alle 24:00 circa. Questa richiesta è stata raccolta poi dalle Capitanerie che hanno sollecitato un mercantile portoghese  nelle vicinanze. Per una serie di cause il peschereccio si è poi ribaltato provocando poi la strage tristemente nota.

Nelle note diffuse dalla Marina Militare si riferisce poi che i corpi sono adagiati a 370 metri di profondità, nelle vicinanze del peschereccio. Già ad inizio maggio, secondo fonti della procura di Catania, che conduce le indagini sul naufragio, nei pressi del relitto era stato individuato il corpo di un uomo e all’interno dello scafo e anche nel ponte più basso sono stati individuati numerosi corpi.

Su indicazione della Presidenza del Consiglio dei ministri, sono iniziate le attività di recupero. Le operazioni saranno condotte dalla Marina con il Cacciamine Gaeta, un’unità navale da ricerca costiera, la nave Leonardo, la Nave Gorgona e anche un team del Gruppo Operativo Subacquei (G.O.S) di Comsubin. Questi ultimi sono un raggruppamento della Marina militare, incaricato di svolgere le operazioni di guerra non convenzionale in ambiente acquatico. Sono specializzati nella ricerca e il soccorso subacqueo e nelle operazioni di Protezione Civile.

Il Cacciamine Gaeta appartiene invece alla seconda serie di cacciamine della Marina, possedeva già un potente sonar, in questi anni per questa serie sono stati previsti anche lavori di ammodernamento. Il recupero, secondo quanto fa sapere ancora la Marina, sarà condotto con l’utilizzo dei veicoli a comando remoto in dotazione al Gruppo Operativo Subacquei in grado di poter lavorare a quote profonde.

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