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Natale a tavola, una tradizione collettiva che punta sul Made in Italy

Il Natale è ormai alle porte e dobbiamo pensare alle prelibatezze da mettere sulla tavola come l’immancabile Prosciutto di San Daniele

Cronaca
Pubblicato il 3 dicembre 2020, alle ore 12:11

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Natale a tavola, una tradizione collettiva che punta sul Made in Italy

La cultura culinaria italiana è antichissima ed estremamente radicata sul territorio, del quale si fa portatrice di storie e di tradizioni: rappresenta un sapere che tutto il mondo ci invidia e che ci rende assolutamente unici.

La tradizione del “buon cibo” trova il suo culmine durante le festività natalizie: non c’è niente che richiami di più il Natale di una tavola imbandita. In questo contesto conviviale trovano sempre più spazio i prodotti gastronomici Made in Italy, eccellenze del territorio da gustare insieme a tutta la famiglia.

I momenti clou del Natale: dagli addobbi natalizi alle tipicità gastronomiche

Vi sono alcuni step “propedeutici” ai festeggiamenti veri e propri, dei momenti che sono sempre molto attesi oltre che iconici e divertenti. Il riferimento è, naturalmente, all’addobbo dell’albero e al posizionamento delle decorazioni di casa che anticipano il “gran finale” in tavola e l’apertura dei regali. Il vero clou è rappresentato appunto dalla cena di Vigilia e dal pranzo di Natale, veri e propri viaggi culinari a ritroso nel tempo e nelle nostre tradizioni.

Per Natale le famiglie non badano a spese e, specie negli ultimi anni, hanno spinto sull’acceleratore della qualità puntando sul Made in Italy: un modo per avere la certezza di imbandire una tavola indimenticabile.

Il menù di Natale è un gustoso viaggio tra le tipicità regionali

Ciascuna regione ha i suoi punti forti nel menù, una varietà di sapori da valorizzare scegliendo materie prime di alta qualità. Al di là delle singole ricette, possiamo affermare che vi è una regola non scritta in merito alla sequenza dei piatti del menù natalizio. Ad aprire le danze sono infatti sempre i ricchi taglieri di antipasti, composti da affettati della tradizione, ma anche da formaggi e conserve di qualità.

Il sapore della tradizione

Abbiamo accennato al fatto che si comincia sempre dagli antipasti, tra i quali spiccano per gradimento gli affettati tipici, formaggi e conserve. Senza dubbio il Prosciutto di San Daniele oltre a raccontare i sapori tipici del Friuli-Venezia Giulia, è un alimento in grado di rappresentare la cultura gastronomica tipicamente italiana.  La storia del San Daniele DOP affonda le sue radici indietro nel tempo di secoli, fino ad arrivare al periodo compreso tra XI e VIII secolo a.C. Oggi questo alimento, dall’alto valore nutrizionale e adatto a qualsiasi dieta, è un alfiere del Made in Italy nel settore agroalimentare apprezzato in tutto il mondo. Il suo segreto è racchiuso in soli tre ingredienti: sale marino, carne di suini selezionati e lo speciale microclima tipico di San Daniele del Friuli che ne favorisce la stagionatura. Questo alimento unico può arrivarvi direttamente a casa: con un semplice clic potrete acquistare il San Daniele online e portare così in tavola i sapori del Friuli-Venezia Giulia.

Continuando con gli antipasti tipici, menzioniamo anche la salsiccia secca e luganega così come gli assaggi di polenta e funghi, oppure le bruschette con pomodorini. Carciofi e melanzane sott’olio, ma anche zucchine e le cipolline vanno a decorare gli appetitosi taglieri della tradizione.

Prosciutto San Daniele

Primi e secondi piatti

Tra i primi piatti della tradizione non potranno mancare gli agnolotti piemontesi, così come le lasagne al ragù e in generale la pasta ripiena. Nelle tavolate al sud Italia non possono mancare gli spaghetti alle vongole (siamo in Campania) e le orecchiette con le cime di rapa, una specialità pugliese.

Tra i secondi piatti il protagonista in molte zone d’Italia sarà il cappone, che ad esempio viene servito ripieno in regioni come la Campania mentre si fa invece arrosto nelle Marche. L’arista con patate arrosto si intreccerà con polenta e cotechino, ma anche con piatti della tradizione di pesce come il baccalà sia fritto che in umido.

Prima di scartare i regali e iniziare a giocare a tombola, concentriamoci sui dolci. Pandoro e panettone la fanno da padroni, ma anche in questo contesto la regionalità si farà sentire: in Toscana via libera ai ricciarelli, in Molise ai caragnoli e in Puglia alle cartellate (ma solo per citare alcune delle tipicità più famose). Lo step conclusivo sarà rappresentato dalla frutta secca, tutta da sgranocchiare: pistacchi e datteri in testa.

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