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Nasce una nuova task force sul sesso: cosa non si può fare in tempo di Covid-19

Pronta una task force per la promozione dei comportamenti in ambito sessuale. Sarà guidata dall'infettivologo del Sacco di Milano, Massimo Galli, e sarà composta da esperti sessuologi e psicologi

Cronaca
Pubblicato il 17 giugno 2020, alle ore 11:18

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Nasce una nuova task force sul sesso: cosa non si può fare in tempo di Covid-19

C’era una volta la task force contro l’emergenza sanitaria del coronavirus guidata dal professore Vittorio Colao. Adesso che il virus sembra essere fortunatamente sotto controllo, nasce un’altra task force, sempre legata alla pandemia, ma che avrà un compito particolare, sensibilizzare i cittadini sui temi legati alla sessualità, ovvero sul come comportarsi con il sesso opposto senza rischiare di scatenare nuovi focolai di infezione.

La quarantena cui sono stati costretti gli italiani ha infatti modificato i comportamenti sessuali dei cittadini. Secondo una ricerca, infatti, durante il lockdown c’è stato un calo dell’attività sessuale degli italiani: l’83% degli intervistati ha confessato un calo del desiderio e della pratica sessuale, mentre solo il 23% ha sostenuto di aver mantenuto un livello di attività sessuale quasi uguale al periodo pre-quarantena.

I motivi di questo cambiamento sono ben comprensibile: paura del contagio, umore sotto i piedi, senso di stanchezza fisica e mentale, presenza dei bambini in casa, obbligo del distanziamento sociale. A questi vanno aggiunti anche i sentimenti di ansia e di depressione, dovuti alle difficoltà economiche, che hanno portato a una drastica riduzione delle pratiche sessuali, sia con il proprio coniuge sia con i partner occasionali.

La nuova task force avrà quindi l’obiettivo di “curare” i comportamenti sessuali degli italiani. Il gruppo sarà guidato dall’infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, e sarà composto dalla sessuologa Sonia De Balzo del Cutugno di Napoli, dal dottor Alberto Venturini, psicologo dell’ospedale Galliera di Genova, e dalla dottoressa Alessandra Scarabello, dermatologa presso lo Spallanzani di Roma.

“Tutte le grandi epidemie hanno lasciato profonde tracce nella cultura e nei comportamenti umani. È quindi atteso che anche Covid lasci segni profondi. E non stupisce che una malattia trasmissibile per contatto diretto abbia condizionato anche i comportamenti sessuali di questo periodo”, portando le persone a percepire l’altro come pericolo”, ha precitato Galli. Come dire: un pericolo da letto.

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Cosa ne pensa l’autore
Roberto Casadei

Roberto Casadei - Questa task force sarà sicuramente utile per informare gli italiani su cosa si possa fare o no in fatto di sesso, almeno fino a quando la pandemia non sarà definitivamente passata. Non ci vuole un mago, infatti, per capire come abbiano fatto a beccarsi il virus molti italiani. Ufficialmente, hanno detto di aver frequentato locali pubblici e stadi, ma la verità è ben altra. Naturalmente, per non tradirsi con i propri coniugi, si sono poi guardati bene dal dirlo.

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