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Nasce in Italia la prima bicicletta con ruote senza raggi

L’ingegneria Italiana colpisce ancora. Dopo secoli dalla sua invenzione, la bicicletta trova forse la sua più grande evoluzione: nasce il primo modello con le ruote senza raggi. L’inventore è un ingegnere di Battipaglia, Gianluca Sada, classe 1984

Cronaca
Pubblicato il 5 maggio 2014, alle ore 10:31

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La storia della bicicletta inizia nel 1700 quando si chiamava ancora velocipede; da allora ha vissuto evoluzioni più o meno importanti, ma da almeno un secolo la tecnologia non compiva stravolgimenti su questo mezzo di trasporto. L’intuito di un italiano segnerà molto probabilmente una nuova era. Lui è un giovane ingegnere del meridione, precisamente della provincia di Salerno, Gianluca Sada, classe 1984, laureato in ingegneria dell’Autoveicolo con una tesi sulla bicicletta futuristica. “Tutto è nato come una sfida, senza alcuna finalità precisa – racconta Sada – volevo semplicemente mettermi alla prova e vedere se ero in grado di realizzare questa idea”. La scommessa l’ha già vinta e le immagini del prototipo sono semplici quanto straordinarie. “Il presupposto è stato quello di fare una bicicletta senza raggi ma allo stesso tempo adatta a girare per la città, quindi senza scendere a compromessi sulla dimensione della ruota. Nel mio progetto, infatti, ho adottato un cerchio da 26 pollici, quello delle mountain bike per intenderci”.

L’ingegnere ha depositato il brevetto della sua opera alla Camera di Commercio di Torino; l’innovazione si fonda sulle ruote senza raggi, ma l’obiettivo è fissato più in avanti. Sada punta anche su un telaio pieghevole per consentire l’uso della nuova bicicletta anche per chi si sposta con il treno o la metropolitana. Incredibilmente il telaio della Sada Bike, questo il nome dato al mezzo, se piegato diventa poco più grande di un ombrello, ruote comprese, e si può collocare anche in un trolley.

Senza dubbio l’aspetto più affascinante della nuova bicicletta, oltre alla completa mancanza di raggi è quello dell’ancoraggio delle ruote al telaio: piccole rotelle ad esso fissate, permettono ai cerchi di roteare tenendoli anche in posizione. Anche il sistema di trasmissione del moto della pedalata si innova perché una di queste rotelle presente nella parte bassa della ruota posteriore trasmette il movimento dei pedali. In uso una catena tradizionale, ma ancora arriva un’idea dell’ingegnere: “una variante molto interessante potrebbe essere la trasmissione a cardano, oltre ad assicurare una soluzione a basso impatto di manutenzione, infatti, renderebbe il telaio ancora più essenziale, avendo bisogno di molto meno spazio rispetto alla catena”.

Per la realizzazione del prototipo l’investimento è stato di circa 4 mila euro e con l’ingegnere italiano ha collaborato la Palmec, azienda specializzata in meccanica di precisione. “Adesso ovviamente è molto pesante perché, per questione di costi, il telaio è stato ricavato dal pieno, tuttavia in base ai miei calcoli, in seguito a un processo di industrializzazione, si potrebbe arrivare intorno ai 10 kg di peso per il telaio in alluminio. E ancora meno per quello in fibra di carbonio”. Non resta che aspettare il suo debutto sul mercato. Il prezzo della Sada Bike è previsto intorno ai 1500 euro.

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