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Napoli: violenza sessuale a una 16enne provoca incendio di un campo rom

Nomadi tentano violenza sessuale ai danni di una 16enne, si scatena l’ira dei residenti e dopo un raid punitivo avvenuto 4 notti fa, il campo Rom del quartiere si trova tra le fiamme

Cronaca
Pubblicato il 17 marzo 2014, alle ore 11:46

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Napoli: violenza sessuale a una 16enne provoca incendio di un campo rom

Poggioreale, quartiere nella zona est del capoluogo campano: in settimana si registra un tentativo di violenza sessuale ai danni di una giovane ragazza di 16 anni da parte di due nomadi di presunta etnia rom. I due uomini quattro giorni fa intorno alle 21 bloccano e palpeggiano la giovane, che riesce comunque a divincolarsi e scappare verso casa dove racconta subito l’accaduto ai familiari. Parte la denuncia alle forze dell’ordine, ma due cugini della vittima si dirigono al campo Rom che sorge nel quartiere con l’intento di farsi giustizia ma hanno la peggio, riportano ferite medicate in ospedale con prognosi di 5 e 7 giorni.

Non passa molto tempo, e il popolo si innalza contro gli aggressori: i parenti della ragazza insieme ai residenti della zona si dirigono alle porte del campo Rom che sorge in via del Riposo, zona cimiteriale della città, e iniziano le proteste contro gli occupanti. La protesta ben presto sfocia in un attacco all’insediamento, con lanci di pietre e petardi, solo l’intervento congiunto di Polizia e Carabinieri evitano il peggio.

Passa la notte e l’assedio riprende, ancora sassaiole e petardi, ed un blocco stradale come protesta per la presenza dei nomadi di origine rumena, stabiliti lì da almeno 4 anni. I racconti dei Rom descrivono una notte di paura, un nomade sarebbe stato aggredito e i petardi hanno continuato ad esplodere per tutta la notte, cosi che in molti hanno iniziato a prendere le loro cose e, caricate auto e furgoni, hanno iniziato ad abbandonare l’insediamento. Il presidente della IV Municipalità, Armando Coppola racconta: «Finora i residenti hanno subito furti e gesti osceni dei nomadi, che hanno l’abitudine di urinare per strada, ma il tentativo di violenza ha fatto scattare la reazione violenta».

Ironia della sorte, il Comune il 29 gennaio aveva emesso un’ordinanza per lo sgombero dell’area di S. Maria del Riposo ma non era stata ancora attuata. 

Il triste epilogo non si fa attendere molto, nella notte tra venerdì e sabato un incendio devasta ciò che restava dell’insediamento del campo Rom di via del Riposo. Duro il lavoro delle tre squadre di vigili del fuoco intervenute, una nube di fumo densa e acre ha ricoperto il quartiere, sul luogo anche la Polizia Municipale: per gli inquirenti l’incendio sarebbe di natura dolosa e non sembrano esserci vittime, poco prima delle fiamme, tutti i Rom avrebbero lasciato le loro baracche.

Ancora una volta la nostra società manifesta l’incapacità di accogliere civilmente i nomadi che si riversano nel nostro paese senza trovare però opportuna integrazione sociale, cosi le polemiche si rincorrono veloci, probabilmente i nomadi di etnia Rom prediligono la vita in campi allestiti nelle zone periferiche delle città, costruendo nelle varie città un quartiere nel quartiere, ma spesso i loro insediamenti sono luoghi dove regna degrado e sporcizia. Di certo la giustizia fai da te non può risolvere il problema, ma le istituzioni di ogni livello sembrano incapaci di fare il loro lavoro per aiutare la pacifica convivenza tra nomadi e cittadini italiani.

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