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Napoli

Napoli: ucciso un quindicenne in un tentativo di rapina

Dopo la morte in ospedale di un quindicenne ferito in una sparatoria a seguito di un tentativo di rapina, parenti e amici sfogano la loro rabbia devastando il pronto soccorso.

Cronaca
Pubblicato il 1 marzo 2020, alle ore 23:16

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Napoli: ucciso un quindicenne in un tentativo di rapina

A Napoli, dopo essere stato ferito da diversi colpi di pistola durante un tentativo di rapina ai danni di un carabiniere in borghese, un quindicenne è purtroppo deceduto in ospedale dove è esplosa la rabbia dei parenti e degli amici che hanno, letteralmente, devastato il pronto soccorso.

Il carabiniere ha reagito usando la pistola di ordinanza e colpendo il ragazzo alla testa e al torace. Il militare pare abbia reagito per proteggersi dal tentativo di rapina, nel cuore del sabato notte napoletano, perché il minore lo minacciava con un’arma rivelatasi poi una “replica” delle armi vere.

Dopo un intervento d’urgenza nel disperato tentativo di salvare il giovane rapinatore, all’alba ne è purtroppo stato comunicato ad amici e parenti il decesso. La reazione è stata estrema: i congiunti del giovane hanno iniziato ad inveire, seminando il panico nel pronto soccorso, nel terrore di medici, infermieri e altri pazienti lì presenti. Momenti di fortissima tensione. Il pronto soccorso è, attualmente, ancora fuori servizio.

Alcuni pazienti sono stati trasferiti in altri nosocomi mentre i carabinieri hanno iniziato le indagini per fare luce sulla vicenda anche se pare già accertata, a seguito dei primi interrogatori, la legittima difesa.

Purtroppo però, gli atti di violenza non si sono fermati qui perché pare che ignoti abbiano sparato all’esterno della caserma dei carabinieri dove era stato portato il presunto complice, anch’egli minorenne. Un atto intimidatorio di duplice interpretazione: colpire l’Arma dei Carabinieri ritenuta colpevole dell’omicidio attraverso uno dei suoi e/o un avvertimento nei confronti del fermato a non fornire particolari sulla dinamica della rapina.

Unanime la condanna del raid da parte dei vertici dell’ospedale nonché del mondo politico, ma unanime anche la richiesta di aumentare la vigilanza affinché sia sempre assicurato lo svolgimento delle attività assistenziali di emergenza in condizioni di sicurezza.

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Cosa ne pensa l’autore
Maria Guerricchio

Maria Guerricchio - La morte di un quindicenne è sempre una tragedia anche se mi chiedo che senso abbia sfogare la rabbia contro chi ha tentato strenuamente di salvare il giovane. È pur vero però che quando il dolore è estremo, si offusca la ragione e, in realtà difficili come la periferia napoletana dove intere famiglie faticano a tirare avanti, la violenza è quasi quasi legittimata. I nostri cari politici dovrebbero fare un bel mea culpa.

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